Home > Recensioni > Julie’s Haircut: Ashram Equinox

42 minuti di trip sonoro

Sono lontanissimi i tempi easy e radio-friendly di “Adult Situations” e “After Dark, My Sweet”. Già in “Our Secret Ceremony” si iniziava a sentire un certo senso di sperimentazione e di psichiedelia, molto più accentuata rispetto al passato. Dopo quattro anni arriva questo “Ashram Equinox” che esce dallo stereo come un pugno allo stomaco diretto senza preavviso. È un pugno che però non fa male, ma che ci fa risvegliare da un torpore che le radio e le tv musicali italiane hanno contribuito a crescere sempre di più. Lavoro che molto prog, molto rock e molto sperimentale. 8 tracce dal titolo “monoparola” per un intenso viaggio di 42 minuti.

Il basso è sempre incalzante, con ritmi ipnotici e stranianti evidentissimi soprattutto in “Tarazed” e nella successiva “Johin”, brano dal groove e dai ritmi sincopati che hanno sull’ascoltatore lo stesso effetto di LSD di Beatlesiana memoria. “Taarna” è la più lineare di tutte, psichedelia a go-go e sonorità alla Tame Impala per quello che è senza dubbio il punto più alto del disco. Un lavoro che mixa sapientemente caratteristiche prettamente prog che hanno reso celebri band come Le Orme o la PFM con sonorità più attuali e psichedeliche che ci rimandano ai primi Warlocks o ai più recenti (e già citati) Tame Impala. In Italia dischi così escono una volta ogni dieci anni (forse). Fatene buon uso.

Pro

Contro

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