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June 1974: Creatività

Federico Romano potrebbe essere la sintesi della creatività. Musicista e scrittore, racconta ogni sua immagine con parole e note, varcando ogni limite imposto.
Con il suo progetto June 1974 ha pubblicato recentemente “Devotion”, nel quale si possono ascoltare momenti musicali senza tempo.

Ciao Federico. Scrivi libri e componi musica. Quali sono stati gli input che hanno dato vita alla tua creatività?
Prendo semplicemente spunto da tutto quello che mi circonda, quello che sento dentro e dai miei sogni. Cerco attraverso il suono di descrivere attimi e renderli eterni. È un processo diverso dalla scrittura, dove invece occorre un lavoro molto più approfondito, ma sono davvero molto soddisfatto del risultato.

Le tue sonorità sono senza tempo, sembra che non prendano spunto da nessun genere o gruppo recente. Qual è la tua musa ispiratrice? Magari è qualche ricordo della tua infanzia musicale che spesso leghi con uno stile più attuale, come può essere l’elettronica?
La musica mi accompagna da sempre. Fin da piccolo ricordo mia madre al pianoforte suonare musica classica. Il mix di differenti stili è una scelta stilistica non studiata a tavolino ma estremamente spontanea. Nulla, soprattutto nell’arte, deve essere forzato.

L’uscita di “Devotion” è stata preceduta da una dozzina di singoli, ormai ho perso il conto anche perché ce ne sono sempre di nuovi tutti da ascoltare sul tuo sito. Non soddisfa più la formula di un album seguito, se le cose vanno bene, da tre o quattro singoli?
La scelta di far uscire così tanto materiale in poco tempo è una mia scelta appoggiata dalla label. Una volta che un pezzo è pronto mi sembra inutile conservarlo in un cassetto aspettando magari di farlo uscire dopo mesi se non anni.

Le voci femminili che accompagnano le tue canzoni danno quella sensazione di sirene che tentano di ammaliare Ulisse nel suo viaggio. Vogliamo dar loro la giusta importanza parlandone?
La scelta vocale su “Devotion” era assolutamente necessaria. Nonostante le canzoni potessero tranquillamente rimanere strumentali sentivo che la voce avrebbe dato quel tocco in più. Il lavoro effettuato da Ann Mari Thim, Virginie Goncalves e Heather Downing è stato straordinario. Sono riuscite in pochissimo tempo a scrivere i testi e a registrare le loro voci. Il risultato è fenomenale, come l’assolo di chitarra di Daniele Pensa che ha reso la canzone “Kissing Aurora” davvero memorabile. Il tutto da non dimenticare assolutamente guarnito dalla splendida cover di Gabriele Rigon (fotografo di tutte le copertine dei primi due libri Melissa P e del film di Gabriele Muccino “Baciami Ancora”).

Non ti chiederò di dirci se preferisci scrivere o comporre canzoni, però ci piacerebbe sapere se hai mai unito in qualche progetto le due cose.
È gia accaduto in passato con i miei romanzi “Lettere Da Antartica” ed il sequel “Il Bambino Del Mai”. L’idea di unire musica e parole risale a qualche anno fa. L’idea piacque parecchio a tutti, infatti “Lettere Da Antartica” fu presentato in tutta Italia con un tour di 40 date. All’epoca non ero io a comporre musica ma mi appoggiai a un caro amico Max Cottica (InduRancE) che compose le soundtrack dei miei duei libri e anche quella di “Visions” (progetto multimediale composto da foto,musica e parole in 3D). Anche lì ci furono special guest alla voce come Lilium, Romina Salvadori, Sol Skugga, Eleonora Passaseo, Klode e Viola Roccagli. Tutti artisti scelti da me che ringrazio per la loro preziosa collaborazione.

Nella recensione fatta da LoudVision di “Devotion” la domanda è nata spontanea e, visto che ora abbiamo la possibilità di una risposta in carne e ossa, ti rigiro la domanda. Scrittore, musicista… A quando un film con la tua regia?
È un sogno nel cassetto. Vedremo se Dio vorrà…

Ascoltando i tuoi album si notano due correnti di stile. Una elettronica, quasi da ballare in una discoteca old school, l’altra invece fatta da pianoforti e voci soavi, con qualche contaminazione di sonorità attuali. C’è uno schema specifico nelle scelta dello stile o altro?
No come dicevo prima nasce tutto in modo spontaneo, ci sono suoni di diversi generi che si uniscono alla perfezione… Io li cerco ogni giorno dentro di me…

Che rapporti hai con i live?
Di live non ne faccio: essendo un progetto solista riprodurre l’ universo musicale di June 1974 sarebbe un grosso problema, anche se continuo a ricevere proposte da locali per farne e ne sono davvero onorato.

Tra singoli, album e EP sono stati due anni intensi per te, pensi di meritarti una vacanza o hai altri progetti?
Attualmente altri singoli stanno vedendo la luce, uscirà poi un Ep di 2 pezzi (durata piu’ di 30 minuti) tra qualche mese già pronto e masterizzato da Tommy Talamanca (chitarrista dei Sadist) ai Nadir Studio che tra l’altro è anche special guest su un pezzo. Poi vedremo. La copertina di questo EP è stata realizzata da un noto fotografo americano e come modella ci sarà un’attrice vista sui nostri teleschermi non molto tempo fa. Non voglio svelare di più, insomma chi vivrà vedrà…

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