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  • June Reed: In A Box

    Cheap Talks / none

    Data di uscita: 30-06-2016

    Loudvision:
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I June Redd nascono da un’idea di Francesca, che chiude Giovanna, Guglielmo e Fabiana in una stanza. Nel giugno 2015 si esibiscono per la prima volta e nel dicembre dello stesso anno cominciano la registrazione dell’EP  d’esordio “In A Box” contenente 7 tracce, la cui uscita è prevista prima dell’estate 2016, che noi in anteprima ascoltiamo e recensiamo per voi.

L’etichetta di produzione è la Cheap Talks degli stessi Daniele, che partecipa attivamente al progetto, e Fabiana, caposaldo del gruppo.
Veniamo da Napoli e ci piace o sol, o mar e o mandulin, ma visto che siamo hipster pure i dischi handmade, i vinili coloratissimi e i concerti in posti piccoli e affollati.”

“In a Box” prende il nome dall’ultimo pezzo della tracklist, che la band sente rappresentativo.

Il file rouge di tutte e 7 i brani sembra essere la Natura. In “In a Box”, vediamo la metafora del “Sole” chiuso in una scatola forata, illuminare il nero tutto intorno, in “Clear Water” il rimando è chiaro già dal titolo, in “Come Dream” la nuvola è una confortante presenza umana in un sogno, in “I’ll Never Let Go” è il “Vento” a raffigurare “colpi di dolore”.

Ma il rimando più chiaro è sicuramente in “Rescue Me”, dove tutti questi elementi sono condensati in un unico, fluente testo.

Il brano che rapisce da subito è “Jonathan Harker”, una ballata folk, intervallata da preponderanti riff alt- rock, nel cui testo la metafora al famosissimo avvocato londinese ad un passo dalle nozze con la fidanzata, presente nel romanzo di Dracula, è chiarissima, sottolineando più volte il tema dell’attesa struggente di lei, e del (non) coraggio di lui!

Nel complesso sono brani semplici, musica sperimentale ideata ed incisa in una location familiare, poco pretenziosa.

Pro

Contro

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