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  • Justine Dusk: Looking For The Sea

    Justine Dusk

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Orizzonti stranieri

Abbandonando qualche lato oscuro, ma per nulla rammoliti, i Justine Dusk vivono la loro evoluzione.
Lasciatisi alle spalle un passato musicale simile al rock dei Tool, la band di Cecina con una lieve inversione interpreta oggi un sound che più vicino a gruppi come gli Incubus.

Potenza e rabbia rendono “Looking For The Sea” un album degno di nota. Ogni singola canzone ha una propria anima che vive finti momenti di tranquillità per poi farci sobbalzare quando entrano in gioco le chitarre.

Nei loro confronti i giudizi positivi degli addetti ai lavori non mancano, visto che in passato hanno lavorato con Davide Lenci (produttore del primo album “One Day…A May Day”) e Mark Needham.

La scelta di abbandonare completamente i testi in italiano dovrebbe far pensare che i Justine Dusk pensino soprattutto a orizzonti stranieri, visto che in Italia è difficile abbattere un muro carico di mentalità bloccate nel dare valore a gruppi nostrani che si esprimono con questo genere di rock.
Ci auguriamo che “Looking For The Sea” venga pubblicato anche in America e in Giappone, come è capitato con l’album d’esordio. Se certe cose non le capiamo almeno lasciamo che orecchie straniere godano di fronte a uno stile italiano.

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