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  • Kahlil Gibran’s The Prophet

    Diretto da Roger Allers, Gaëtan Brizzi, Paul Brizzi, Joan Gratz, Mohammed Saeed Harib, Tomm Moore, Nina Paley, Bill Plympton Joann Sfar, Michal Socha

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Con “Kahlil Gibran’s The Prophet” (per gli amici, da qui in avanti, “Il profeta”) — presentato fuori concorso da Alice nella Città, la sezione parallela del Festival Internazionale del Film di Roma — si riuniscono per la prima volta in uno stesso progetto alcuni degli animatori migliori e più interessanti del panorama contemporaneo: Roger Allers, Paul e Gaëtan Brizzi, Joan Gratz, Mohammed Saeed Harib, Tomm Moore, Nina Paley, Bill Plympton, Joann Sfar e Michal Socha.

Tanto ben di dio è al servizio de “Il profeta”, la breve ma intensa raccolta di poesie filosofiche (e fonte inesauribile di aforismi in cui potete esservi imbattuti su Facebook) concepita dallo scrittore libanese Kahlil Gibran nel 1923. Il libro fornisce un vago racconto cornice per i suoi poemi, e su questa stessa struttura si è adagiato anche il film. La cornice (diretta da Roger Allers con l’illustratore scenografo Bjarne Hansen) è la storia del “profeta”, il poeta sovversivo Mustafa che con le sue verità seduce, ammansisce e sobilla la gente dell’isola (immaginaria) di Orphalese, il luogo dove è stato recluso per sette anni. Ogni rivelazione di Mustafa è illustrata da un cortometraggio degli artisti nominati prima.

Se gli otto segmenti d’autore sono momenti di animazione stupefacenti e emozionanti, da farci indignare (se non lo stessimo ancora facendo abbastanza) per questi anni di sciagurata carestia di film in animazione tradizionale, e degne realizzazioni delle parole potenti e profonde di Gibran (messe in musica con delicatezza e precisione da Damien Rice, Glen Hansard e Lisa Hannigan); se, dicevo, tutto questo sfiora la meraviglia, il racconto cornice invece è di devastante mediocrità: insipida animazione in cel-shading (ovvero modelli tridimensionali ricalcati per sembrare disegni bidimensionali), fiacca morale per bambini, retorica spacciata per poesia (al confronto col testo di Gibran, poi: sfacciati), ritmo da brodo annacquato.
Un capolavoro sfregiato; ancora buono da servire, ma condito di rimorsi.

Ecco l’elenco degli otto cortometraggi inclusi:

  • On Freedom” (La libertà) di Michael Socha
  • On Children” (I figli) di Nina Paley, con la canzone di Damien Rice
  • On Marriage” (Il matrimonio) di Joann Sfar
  • On Work” (Il lavoro) di Joan Gratz
  • On Eating and Drinking” (Il mangiare e il bere) di Bill Plympton
  • On Love” (L’amore), di Tomm Moore, con la canzone di Glen Hansard e Lisa Hannigan
  • On Good and Evil” (Il bene e il male) di Mohammed Saeed Harib
  • On Death” (La morte) di Paul e Gaëtan Brizzi

Pro

Contro

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