Home > Recensioni > Kaleidoscopic: Onironauta
  • Kaleidoscopic: Onironauta

    Dischi Bervisti/Woodworm Label/Dreamingorilla Rec / none

    Data di uscita: 03-03-2014

    Loudvision:
    Lettori:

Che Nicola Manzan avesse una testa che funziona ci era chiaro da tempo. Che avrebbe prodotto una band coi controcazzi quali sono i Kaleidoscopic, ecco… non era poi così scontato.

“Onironauta” non è il solito disco peso alternative rock che disprezza la vita, prende a calci la realtà e non trova soluzione al pantano in cui si trova praticamente l’umana specie intera: come i membri stessi affermano, è la ricerca della gnosi a spingerli e a fare in modo che le cose cambino (in meglio, si spera). Sognare in questo caso non è evasione dal quotidiano e dalla verità, bensì la presa con mano di una consapevolezza impossibile da acquisire senza l’intervento della fase R.E.M.

I Kaleidoscopic sono disillusi, hanno preso i pugni dall’esistenza, ma sono lì che si reggono ancora sulle proprie gambe e fanno la parte di Atlante che regge il mondo sulla spina dorsale. Il kick che pesta (“La Cassa” per antonomasia), le chitarre che graffiano, le voci- che cantano sempre e solo in italiano, viva il patriottismo- alternate e sempre in bilico tra potenza e pacatezza, gli inserti di violino che rendono il tutto più armonico sono tutti elementi che rendono questo album un piccolo gioiello, consigliatissimo sia agli aficionados di BOLOGNA VIOLENTA sia a chi non si fosse mai approcciato a tale tipo di musica.

Perché insomma, ne vale la pena. E tanto.

“Se solo qualcuno ci amasse per quello che siamo / Dannato cinismo ed avidità”

Pro

Contro

Scroll To Top