Home > Recensioni > Karmakanic: Who’s The Boss In The Factory?
  • Karmakanic: Who’s The Boss In The Factory?

    Karmakanic

    Data di uscita: 27-10-2008

    Loudvision:
    Lettori:

Boss in the factory

Con il primo lavoro, “Entering The Spectra” (2002), i Karmakanic di Jonas Reingold si sono guadagnati il titolo di migliore band debuttante in ambito progressive rock, purtroppo o per fortuna di Reingold e dei The Flower Kings. Oggi, con “Who’s The Boss In The Factory?”, ci sentiamo di dire che abbandonano definitivamente la veste, per certi versi anche comoda, di side project, guadagnando lo status di entità a sé stante per la longevità, la credibilità e, non ultimo, per le potenzialità che riescono a dimostrare.

Le argomentazioni si trovano facilmente in “Send A Message From The Heart”, opener che rinfresca ai più distratti il significato di suite, attraverso 19 minuti di gusto e sensibilità artistica, intrecci melodici e armonizzazioni, influenze e richiami. E se i riferimenti sono, come in effetti sono, gli stessi sempre per tutti, allora c’è da cercare la differenza nella personalità dei compositori e dei musicisti.
Con “Let In Hollywood”, attraverso riff acustici ed elettrici di derivazione hard rock e ben accostati a rimandi progressive, i Karmakanic ci ricordano invece che non per forza fare musica che affonda le radici nel passato vuol dire suonare vecchio, né che fare prog rock significhi necessariamente essere eterei e persi in elucubrazioni intellettuali. Anche quando le sfumature assumono caratterizzazioni tipiche del jazz e della fusion, come ad esempio accade in “Two Blocks From The End”.

Certo gli alti e bassi non mancano, così come non si nascondono i momenti più accademici e manieristici senza particolari hook, ma benchè la personalità dei Karmakanic sarà palese forse solo agli estimatori più attenti del genere, “Who’s the Boss In The Factory?” è un disco che non dovrebbe essere trattato con sufficienza da nessuno. Perché la fruibilità, che va al di là della ricercatezza delle proprie soluzioni (comunque presente per il cor gentil che vorrà notarla), è assoluta.

Scroll To Top