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Vitamina D, come ‘dance’

Se dopo i pochi minuti necessari alla lettura di questa recensione dovete fare qualcosa di importante, chiudete subito la pagina. Ora. Non un rigo oltre.

Ma se siete già qui, vuol dire che nulla urge nei vostri impegni giornalieri. Sapete cosa potrebbe succedere dopo aver scoperto “Bullet”? Difficilmente riuscirete a tornare a lavoro, sui libri o a riassettare la casa.

A meno che tutto ciò non sia possibile farlo con lo stereo a tutto volume.

Nove tracce che compongono il dj set ideale per qualunque tipo di serata. Pezzi elettronici che sembrano fare il verso alle simil-punk band d’oltreoceano. Brani ipnotizzanti, senza via d’uscita. Tranne per la chiosa dell’album, affidata ad una versione acustica di “Notorious Heart”.

Secondo lavoro in studio per i campani Katap, un disco paragonabile ad un’iniezione di vitamine capace di far ballare per ore ed ore.
La formula sembra azzeccata. I lampi di originalità sono assenti, a favore di un impatto facile ma mai banale. L’elettronica diventa motivo da canticchiare: l’ironia comincia dalla copertina che ritrae Kim, la stessa bambola gonfiabile presente alle esibizioni del gruppo.

Pro

Contro

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