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  • Katatonia: Night Is The New Day

    Katatonia

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Notte dopo notte

La notte è grigia, fredda e deserta. Non un’anima, non una voce. La nebbia bassa si confonde con i vapori che sbuffano dall’asfalto. Le vie della città sono vuote, immobili, addormentate.
Poi nel buio esplode un vago pallore rosso e all’improvviso nell’aria si spargono le note di “Night Is The New Day”. Fosche, glaciali e abbandonate, guidate da una voce mai così ispirata e rassegnata.

Un vuoto emozionale sconfinato in cui si perdono beat elettronici post-apocalittici, melodie di infinita malinconia, ombre del passato più prossimo e di quello più distante.

Su tutto ciò volano due entità senza nome che da sole rendono questa notte indimenticabile per chiunque la voglia vivere: “Inheritance” ipnotizza e incanta prima di troncare il fiato con un finale a dir poco magistrale, mentre “Departer” non fa altro che esistere nella sua desolazione come una delle canzoni più toccanti che si siano mai sentite.

Un’unica goccia di pioggia cade dall’alto. Gli occhi si alzano al cielo, cercano il sole. Cercano uno spiraglio di luce che non arriva, né ha intenzione di arrivare. La notte finisce e immediatamente ricomincia. Grigia, fredda e deserta.

Impossibile descrivere a parole un disco come questo. Ogni minima sfumatura di quei sentimenti che viaggiano sul filo del rasoio tra malinconia e tristezza viene qui sviscerata e messa davanti agli occhi di tutti. Davvero difficile girare la testa e fare finta di nulla. Sia di fronte a quelle emozioni, sia di fronte ad un gruppo che continua imperterrito ad essere uno dei più originali, emancipati, genuini e fantasiosi del panorama rock moderno. E quella voce… vi inseguirà nei sogni e non vi darà mai pace.

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