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  • Kate Bush: Director’s Cut

    Kate Bush

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Zac!

Siamo soliti sentire la formula “director’s cut” in riferimento al mondo cinematografico.
Questa volta, invece, l’espressione viene usata per conferire il titolo a quello che pare aver paralizzato le classifiche del Regno Unito: l’ultimo lavoro di Kate Bush, al primo posto tutto d’un colpo solo dopo il rilascio della retrospettiva “The Whole Story” (1986).

L’album, di fatto, contiene undici brani riarrangiati/riregistrati interamente o in parte, quindi nulla di nuovo rispetto a ciò che la cantante inglese si porta dietro da tempo. In particolare, si è attinto da “The Sensual World” e “The Red Shoes” per un totale di quasi un’ora di musica melodica anni ’80 che talvolta si concede momenti di pop rock.

I nostalgici ameranno.

Coloro che all’epoca avevano pianto lacrimone per “Moments Of Pleasure” adesso potranno riascoltarla con tanto di atmosfera struggente e coretto clericale. “Rubberband Girl”, al contrario, è una delle poche tracce che risolleva i toni lenti.
Il disco in sé è rimasto fermo alla decade 1980-1990, su questo non vi sono dubbi.

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