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  • Kate Nash: Made Of Bricks

    Kate Nash

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La raccontastorie

È figlia di internet e di YouTube, Kate Nash. Figlia di una generazione in cui ci si auto-propone, auto-produce e auto-distrugge. Per ora, fortunatamente, siamo ancora alle prime due fasi.
Kate Nash pubblica il suo primo disco, “Made of Briks”, nel 2007, e subito si piazza ai primi posti nelle classifiche inglesi. Non paga, riesce anche a vincere un premio come British Female Solo Artist ai Brit Awards del 2008.
Inglese nello humour e nell’accento. Racconta storie simpatiche di personaggi immaginari, come ad esempio in “Birds”, dove accordi e arpeggi di chitarra sorreggono l’ironica incomprensione, generata dall’esprimersi per metafore, tra due giovani innamorati; o nella ghost-track “Little Red”, dove un pianoforte gentile e incalzante accompagna una storia di felicità. C’è un velato senso di (auto)ironia, che trova il suo apice in “Dickhead”, ma che permane in ogni singola canzone. E non è un caso che Kate Nash fosse orientata a una carriera nella sceneggiatura, più che nella musica.
Quello che propone la ragazza d’oltre Manica è un pop fatto soprattutto di pianoforte, di ritmi blues e di suoni manipolati al computer. Di melodie semplici ma efficaci che rimangono volentieri nell’orecchio, e dall’orecchio a volte passano al cervello, che con piacere le reindirizza alle corde vocali. Semplici nella struttura e nella composizione, i brani sono vari e demarcano, se non altro, la gamma di influenze che la caratterizzano. Dagli immancabili Joy Division ai Beatles. Da Patty Smith a Kate Bush. Contrariamente a quanto sempre più spesso accade, il disco non è fatto di un paio di singoli tra brani riempitivi. Oltre ai pezzi già citati, una nota di merito va a “Mariella”, per la tensione crescente che sfocia in un ritmo tipicamente punk accompagnato da un piano tipicamente pop, e a “Skeleton Song”, per la chiusa in stile polka con tempo accelerato: un raptus che muore definitivamente nella calma finale della pace dei sensi.
È l’ennesima home-made-english-brit-pop-indie-artist e quant’altro vogliate, ma, almeno con “Made Of Bricks”, ha dimostrato di avere qualcosa da dire.

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