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  • Katy B: On A Mission

    Katy B

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Lo sapessero gli Aucan

Kathleen Brien, nata nel 1989 a Londra. E fin qui nulla di che.
Scopre la musica durante l’infanzia e se ne innamora. Tutto sotto controllo.
Si mette a fare dubstep. Ecco che scappa il “MACHECCAZZO”.

“On A Mission”, infatti, è un esordio che vuole essere mainstream, ma allo stesso tempo si spaccia per una roba dub/grime alternativa superfichissima che “scusa, pure in Inghilterra lo ascoltano”.

Canzoni sulle feste, canzoni sull’amore, canzoni sulla discoteca: beh sì, tutto quadra per Katy e il suo mondo semplice ed autobiografico.
Drum’n’bass, house e pop si fondono in un mix poco coerente – almeno questa è la sensazione che ne deriva – sopra cui la voce (nemmeno troppo particolare) si staglia veritiera.

Dopo tutto il rumore che circonda il suo lavoro, Katy confessa che ascoltare musica dubstep la rende triste e malinconica. Mai quanto chiunque dovrà sorbirsi le dodici tracce in loop, diciamo noi.
La vita urbana non è fatta di paillettes e partite a biliardo con le amichette, nota bene.

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Contro

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