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Il fascino della contraddizione

Nel desiderio, nella medicina, nell’assenza, nell’addio.
Quanti momenti ci sono per contraddirsi? Molti, soprattutto se chi ne parla è una band nata dalla fusione di Bergamo e Brescia. In poche parole la più grande contraddizione che possa esistere sulla crosta terrestre.

Abbandonato l’inglese di “Interstellar College Radio” (2008), il gruppo lombardo si riappropria della lingua italiana per tessere la trama di un gioco di luci e ombre ove i rapporti umani sono posti in primo piano.

“Magnolia” è un concept album che incarna l’antitesi duale, tra percorsi armonici leggeri basati sull’uso della chitarra (perlopiù melodica), del basso e della batteria, nonché una voce maschile dosata coerentemente.

Dodici sono i brani e quasi dodici sono i temi di dibattitto sulla questione focale a.k.a. la contraddizione; la varietà perciò, sebbene chiusa in un unico filone, non è lontana dalle intenzioni del disco.
In pochi momenti l’andazzo positivo del lavoro cede alle lusinghe del passato presentando accorgimenti già utilizzati da secondi.

Pro

Contro

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