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    KC Accidental

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Due tesori nascosti

Kevin Drew. Charles Spearin. Casualmente. Idee.
Quelle sopracitate non sono parole generate a random, bensì vocaboli assai connessi tra di loro.
Nata nel 1998 in Canada, la band (o meglio, il duo) post-rock ebbe fin dall’inizio delle trovate originali, tant’è che poco dopo seguì il raccoglimento di altri membri per giungere infine ai Broken Social Scene; e di conseguenza, alla morte del nucleo primordiale.
“Anthems For The Could’ve Bin Pills” e “Captured Anthems For An Empty Bathtub” emergono dal nulla, a distanza di dieci anni, come tesori nascosti gelosamente dalle menti che li hanno concepiti: ambient, indie, elettronica, tre generi impastati da percussioni delicate ed armonie dissestate, a tratti figli del caos.
Un caos bello.

Chi ama la concettualità e soprattutto la musica che si sa spiegare solo dopo svariati ascolti, capirà di aver fatto il giusto acquisto. I dodici brani sono una storia dentro l’altra, senza discontinuità intermittenti né voci umane che possano turbare in qualche modo il quieto trascorrere delle note.

Pro

Contro

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