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  • Keith Caputo: A Fondness For Hometown Scars

    Keith Caputo

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Keith Caputo is back

Storico leader dei Life Of Agony, band hardcore che poi lasciò nel 1997 dichiarando che “il suo cuore non era più in linea con la musica che il gruppo produceva”, Keith Caputo, classe 1973, è pronto ad invadere le scene musicali con il suo nuovo album da solista: “A Fondness For Hometown Scars”.
Mentre Keith Caputo era in studio a registrare il suo quarto lavoro non ha smesso di collaborare e partecipare ai dischi di Within Temptation, Both Worlds e Type O Negative dimostrando ancora una volta il suo ecletticismo artistico e la sua natura vulcanica.
La carriera solista di Keith Caputo si differenzia notevolmente rispetto alla musica delle band del passato e alle collaborazioni del presente, quasi a voler presentare un universo parallelo, un’altra sfaccettatura del suo modo di sentire, vivere e interpretare l’arte musicale.
“A Fondness For Hometown Scars” è infatti un album complessivamente tranquillo e molto introspettivo; a tratti soffuso e a volte assimilabile a ritmiche melanconiche tipicamente pop, come denotano subito le prime due tracce “Crawling”, “In December” o anche “Nothing To Lose” e “Got Monsters”.
In alcuni momenti i ritmi si fanno invece sostenuti e incalzanti, l’adrenalina sale e la pressione aumenta, senza mai però lontanamente avvicinarsi a quelli della storica band di Caputo.
Echeggiano sonorità in stile Alice In Chains in “Troubles Down” e “Devils Pride”, mentre brani come “Sad Eyed Lady” richiamano ad atmosfere quasi Pink-Floydiane.
Nonostante la pluriennale esperienza e la notevole flessibilità artistica dimostrata da Keith Caputo, non ci troviamo davanti ad una pietra miliare che farà gridare “al miracolo”: l’album trova pregio ma anche limite nella sua semplicità che raggiunge lo stato della piacevolezza ma senza andare sopra le righe.
Caputo ne esce comunque con dignità; la musica di “A Fondness For Hometown Scars” è complessivamente piacevole da ascoltare ed eventualmente condividere.

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