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  • Kele: The Hunter

    Kele

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“Ho sbagliato parrucchiere”

Quanto ci ha allietati Kele, con quella chitarrina triste e quella voce profonda ma al contempo acerba.
Quanto ci ha stupiti (anche no) quando ha dichiarato di essere omosessuale e Owen Pallett s’è sbattuto per dedicargli la cover di “This Modern Love”.

Adesso che s’è preso una pausa dai Bloc Party, l’Okereke per nulla nazionale si getta in una cosa solo sua dove è l’amore a vincere su tutto, tranne che sul taglio di capelli. Le radici elettroniche s’appigliano al terreno per nutrire un arbusto solido, i cui rami si dipartono concludendosi in foglie dal sapore sperimentale, benché irrorate di dance alternativa e accenni di dubstep.

Non manca la componente introspettiva che già s’era fatta sentire in “The Boxer”. Guardate un po’ voi se vi garba.

Se c’è un pezzo che può rovinare i sette è “What Did I Do”, che vanta la partecipazione di Lucy Taylor: una roba pacchianissima che forse soltanto il video può superare in pacchianeria. Per fortuna arriva “Goodbye Horses”, un omaggio alla canzone di Q Lazzarus che sicuramente avrete sentito in “Il Silenzio Degli Innocenti” nel momento in cui Buffalo Bill dice che copulerebbe volentieri con sé stesso. Bravo Kele.

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