Home > Recensioni > Khanate: Clean Hands Go Foul
  • Khanate: Clean Hands Go Foul

    Khanate

    Data di uscita: 10-02-2009

    Loudvision:
    Lettori:

Correlati

Hell is every goddamn thing

Dicevano che non sarebbero più tornati, che il live dell’anno scorso sarebbe stato il loro canto del cigno. Invece O’Malley e compagnia, con questo “Clean Hands Go Foul”, danno vita (?) a un nuovo capitolo della saga-Khanate, per la gioia di grandi e piccini.

Il lavoro di sperimentazione del gruppo è sempre andato nella direzione di sottrarre, svuotare, creare tensione. Ecco perché il primo approccio con “Clean Hands Go Foul” è spiazzante e spaventa in un modo diverso da quello a cui i fan si erano abituati. “Wings From Spine” e “In That Corner” sono i primi due brani del disco, un totale di quindici minuti nei quali succedono più cose di quante ne accadessero nei tre dischi precedenti. O’Malley mostra di aver imparato a inserire le sue recenti sperimentazioni – un po’ fini a sé stesse – in un contesto sensato, qui e là si sentono anche accenni di ricerca ritmica e l’impressione generale è quella di una versione sludge dei Fantômas periodo “Delirium Còrdia”.

Con le ultime due tracce si torna in territori più familiari: “Clean My Heart” potrebbe essere un estratto di “Altar”, mentre la pazzesca “Every God Damn Thing” è un macigno di oltre trenta minuti rarefatto e teso come una corda di violino, con tanto di voci panpottate e volumi in costante saliscendi. Immaginate i Talk Talk degli ultimi due dischi anneriti da uno schizzo di fango, se volete. Altrimenti ascoltatela e basta.
Certo, con un pizzico di malizia si potrebbe dire che è proprio questa canzone il punto più debole del disco: esaurita la novità del primo ascolto, durante il quale la tensione è palpabile fino alla fine, dal secondo passaggio sul giradischi affiora un po’ di noia verso la fine del pezzo. Forse dieci minuti in meno non avrebbero fatto male.

“Clean Hands Go Foul” è comunque il grande ritorno di una grande band, è forse il loro disco più sperimentale e certamente l’unico che avesse un senso far uscire a questo punto della loro carriera. Che sia già IL disco estremo del 2009?

Scroll To Top