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Khymera: Un’affermazione internazionale

Il terzo album dei Khymera ha confermato e sottolineato quanto di buono era emerso nei primi due lavori. La band, che tra qualche mese si esibirà all’European Melodic Festival, ha delegato Daniele Liverani a rispondere alle nostre impertinenti domande.

Ciao Daniele. Innanzitutto lascia che ti esprima tutta la mia ammirazione. Come personaggio e come artista, tu riesci a portare la nostra nazione nel mondo e di questo, lo diciamo senza ipocrisia, ne siamo tutti molto orgogliosi. Grazie!
Ti ringrazio molto, fa davvero piacere sentire queste parole, credimi!

Iniziamo subito dalle indiscrezioni (immagino che sia superfluo chiederti di dire tutta la verità, solo la verità, nient’altro che la verità di cui sei a conoscenza, dica “lo giuro”!). I Khymera sono nati come un progetto solista di Steve Walsh (Kansas), e questo ce lo ricorda la stessa Frontiers, nel suo foglietto illustrativo dell’album. Perché Steve ha lasciato? Al di là dell’ottima scoperta che è stato Dennis Ward (Pink Cream 69), in questa sede ci piacerebbe scoprire le vere ragioni della rottura.
Diciamo che ci sono stati problemi di varia natura con Steve Walsh che sfortunatamente hanno impedito la possibilità di poter continuare con lui questa avventura Khymera. All’inizio, la collaborazione è stata positivissima: Steve si è dimostrato molto disponibile e modesto a livello artistico, devo ammettere. Ma poi, durante il periodo promozionale, ci sono state delle incomprensioni e dei comportamenti che hanno irrigidito i rapporti con Frontiers e che purtroppo hanno reso impossibile la continuazione della collaborazione con lui come singer dei Khymera.
Forse a giochi fatti, Steve ha fatto un passo indietro e non voleva identificarsi troppo con il progetto Khymera, rimarcando la sua performance come guest appearance e non come membro del project a tutti gli effetti. Ma credo che, accettando di cantare un album intero, sia inevitabile che da parte dei fan e della stampa ci sia un certo tipo di attribuzione di ruolo, non trovi? E ciò, al di là di come lo si promuove a livello di media/press da parte della label… Ad ogni modo è andata così, adesso guardiamo avanti.
Di fronte alla necessità di cercare un nuovo lead singer, io e il team di Frontiers ci siamo trovati nella necessità di trovare un altro lead singer per il nuovo disco. Nelle varie discussione tra me e Frontiers sono circolati nomi come Jimi Jamision, Joey Lyn Turner, Eric Martin, ed altri. Ma poi nulla di fatto è successo, fino a quando non si è pensato di fare qualche demo recording con Dennis Ward ed i risultati sono stati talmente strepitosi che alla fine si è arrivati velocemente ad una decisione. Come brano di audizione è stato utilizzato ‘If You Dare To Dream’, una outtake del primo Khymera. Pensa che alla fine il brano è finito sul disco così come era stato cantato per il demo, vista la bellezza e la spontaneità del risultato! Diciamo che è nato tutto per caso: Dennis aveva già collaborato con Frontiers per altri progetti ed è circolata voce che avesse anche un buon talento come lead singer, ma che non aveva mai sfruttato in nessuna occasione. Di comune accordo con Frontiers abbiamo quindi proposto di fare cantare qualche demo a Dennis per vedere cosa poteva saltare fuori da una sua possibile collaborazione con i Khymera ed il risultato è stato strabiliante.

Ora che i Khymera hanno una line up stabile, li vedremo all’European Melodic Festivals del 2008. Come vi state preparando all’evento? In fin dei conti, avete raggiunto ormai tutti una sufficiente maturità e malizia professionale da non impressionarvi più di fronte al grande pubblico. Ma c’è qualche speciale emozione da “prima volta” dietro il back stage…
Siamo prontissimi per affrontare il live con questa band. Il repertorio c’è, e credo che sia molto adatto per una situazione live. Anche se l’esperienza non ci manca, ogni volta che si sale su un palco è sempre un’emozione incredibile…E per fortuna che è così, altrimenti sarebbe tutto finito… La passione è molto imporante ed è quella che ti da l’emozione a mio parere, e non si deve spegnere mai altrimenti è finita.

Si diceva dell’European Melodic Festival… Ma il vostro sound, di “European” ha ben poco. Mi sembra piuttosto molto influenzato dalle sonorità AOR anglosassoni (più statunitensi che britanniche). Non c’è quella meditazione profonda ed introspettiva che caratterizza il Daniele Liverani di Genius o il classico granitico sound dei Pink Cream. Il vostro sound appare invece leggero e lineare, caratterizzato da ritornelli ariosi, ballate a tutto spiano. Insomma, rock melodico si, ma a stelle e strisce. Che ne pensi di questa valutazione?
Credo che tu abbia ragione. C’è sicuramente un sound anglosassone nei nostri dischi, forse dipende dal nostro background. Personalmente ho seguito molto l’hard rock americano nella fine degli anni 80, e credo lo stesso valga per Dennis. Si tratta di qualcosa di molto diverso rispetto agli altri miei progetti musicali dove sperimento molto a livello creativo/esecutivo, cone Genius, i nuovi Cosmics (quartetto strumentale con Virgil Donati, Ruphus Philpot e Tommy Ermolli), ed i Twinspirits….
Khymera è una band che ha come obbiettivo la produzione di songs molto easy e melodiche, ma senza perdere di vista la qualità e la modernità degli arrangiamenti/suoni, cercando di dare nuova vita ad un genere che non è mai datato come l’AOR…
[PAGEBREAK] Chi scrive le canzoni dei Khymera? Nel precedente “A New Promise” ricordo partecipazioni come Jeff Scott Soto, Tom e James Martin (ex SugarTown), Don Barnes, Jim Peterik, Judite Randall. Oggi, invece, mi sembra che abbiano partecipato anche i fratelli Tom e James Martin (House Of Lords). Entro quali termini e modalità è avvenuta questa collaborazione? Come sei riuscito a coinvolgere tutti e soprattutto quanto è costato questo in termini di sacrifici economici?
Mah, guarda, a noi servivano delle songs vincenti in ambito AOR, e la mia vena creativa come saprai è totalmente piu’ progressiva e metal oriented… Quindi sogwriters esterni erano indispensabili per raggiungere il nostro obbiettivo. Assieme a Frontiers abbiamo esaminato una serie di songwriters e siamo arrivati alla conclusione che i fratelli Martin erano quello che stavamo cercando. Loro ci hanno fornito dei demo dal potenziale molto alto, ed li abbiamo scelti per questo nuovo disco a livello integrale.

Rimanendo in tema di collaborazioni, la possibilità di lavorare a distanza, sfruttando internet, forse toglie quella poesia che è per l’ascoltatore l’immaginare che più di un proprio idolo si è riunito nello stesso studio, al fine di unire sinergicamente le rispettive capacità… Come dire che il campionato di calcio è stato vinto da una squadra i cui giocatori tuttavia neanche si conoscono…
Diciamo che Internet ha reso possibili collaborazioni altrimenti impossibili e per questo è stato sicuramente un passo avanti. Anche a me piacerebbe poter lavorare di persona, ovvio! Ad ogni modo meglio poter fare i progetti, anche se non ci si incontra di persona, ma solo multimedialmente, che non farli, che ne dici? Oggi, le vendite dei dischi sono calate molto, e quindi anche i budget di produzione di conseguenza… Fortunatamente internet avvicina tutti e azzera certi costi di viaggio/alloggio/vitto ecc.ecc. che sarebbe impossibili da sostenere per le etichette indipendenti come si faceva una volta. Quindi tutto sommato grazie internet da una parte. Dall’altra parte, la pirateria sta diventando un problema molto serio. Quindi si può parlare di arma a doppio taglio a tutti gli effetti! hehe

In due parole, quali sono gli aggettivi che useresti per distinguere i tre album dei Khymera?
Il primo è più “energico”, il secondo è più “Hard Rock”, quest’ultimo è sicuramente più “Melodic Rock”.

Daniele, qual è la musica che salverà il mondo (come tu stesso hai detto nel recente progetto Twinspirits)?
Mah! credo che la “tutta” la musica nel suo insieme e nelle sue varie modalità espressive/culturali potrà salvare il mondo, e l’ha già salvato in tante occasioni. La potenza comunicativa della musica, che non ha bisogno di parole per rompere le barriere linguistiche e trasmettere messaggi ed emozioni tra diversi popoli e culture è incommensurabile. C’è ancora molto da salvare ovviamente, ma credo che tutta la musica suonata con cuore possa fare qualcosa per unire… possa dare uno spunto di aggregazione e di convivenza… È lo stesso sogno di Lennon in definitiva!:)

So che sei un fan di James La Brie (anche io!) Ok, dimmi qual è l’album dei Dream Theater che preferisci di più e perché? (ora se non dirai “Metropolis pt. 2″, possiamo finire qui l’intervista!! ahaha)
Bé devo dire sicuramente Metropolis pt. 2 Scenes from a memory! Credo che i Dream Theater in quell’album abbiano davvero creato qualcosa di perfetto!! Tutto è sorretto da un equilibrio perfetto di dinamiche, di suoni e di songwriting a mio parere… Il conivolgimento è massimo dall’inizio alla fine. E poi è arrivato come una manna per i fans che erano un po’ incerti sul futuro della band dopo il capitolo “Falling into infinity” che aveva un attimo disorientato… Anche se “Images and Words” rimane la bibbia del prog moderno a mio avviso, non c’è dubbio.

Le tue capacità spaziano dal prog al power, dall’heavy all’AOR. Quali di questi è il vero Daniele? E se non riesci a rispondere, dicci almeno quale di questi è nato prima.
Vengo dalla musica classica, e poi sicuramente il prog metal è il vero Daniele, quello che senti in Genius Rock Opera è il Daniele incontaminato…hehe. Poi amo spaziare tra i generi, e Khymera ne è la prova, ma la mia anima è sempre experimental/progressive/classica, e la si può vedere in tutti i progetti band dove curo il songwriting…
[PAGEBREAK] Senti, tu lo conosci meglio di noi, Dennis Ward. Dovresti farmi un piacere. Chiedigli da parte nostra perché i Pink Cream aggiungono nel moniker quel “benedetto” 69:-) !! Oddio, non è proprio un numero anonimo, you know what I mean. Ma se conosci già la risposta, eccoci: siamo tutti orecchie.
Glielo chiederò sicuramente, al momento non saprei cosa dirti…non ne abbiamo mai parlato in effetti…hehe… Comunque ci sarà sicuramente un significato, come dietro ogni moniker… Ne sono convinto! hehe!

Ultima domanda. Cosa c’è nel futuro di Daniele? Perché se Genius è finito, gli Empty Tremor sono acqua passata e i Twinspirits hanno appena iniziato, quale sarà la prossima mossa del nostro poliedrico artista? E il progetto “Cosmic”? Che fine ha fatto?
Di nuovo che bolle in pentola c’è appunto il progetto Cosmics, che è una nuova line up strumentale che vede Virgil Donati alla batteria, Rufus Philpot al basso e Tommy Ermolli alla chitarra ed il sottoscritto alle keys/songwriting. C’è gia cmq un myspace con previews e info sul concept attivo su www.myspace.com/cosmicsproject. Il disco instrumental concept “The Cosmics Year” dei Cosmics è previsto per la primavera 2008 su Lion Music.
Sto curando poi la produzione del secondo disco dei Twinspirits, con i quali sarò in giro per una serie di lives in centro nord Italia (info nel nostro myspace www.myspace.com/twinspiritsband), e sto poi riprendeno in mano la chitarra seriamente per un nuovo album chitarristico (il terzo dopo Viewpoint e Daily Trauma), che vedrà la luce l’anno prossimo sicuramente… Come vedi non sto con le mani in mano hehe…

Grazie Daniel-san. Sei stato gentilissimo. Perdonami se sono stato diretto, sgarbato, dissacrante e farabutto. Ma anche questo è LOUDVISION.IT
Grazie a te per il supporto, è stato un piacere!

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