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    Kiasma

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Dall’Abruzzo con furore, 4 ragazzi molto r’n’r

Interessantissimo questo quartetto abruzzese chiamato Kiasma. La formazione, che più essenziale non si può, si dedica ad un rock’n’roll tipicamente ’70s interamente cantato in italiano (una rarità per questo genere). Dieci tracce da cui emerge un’energia incredibile e a cui si contrappone l’estrema delicatezza della traccia di chiusura (“Negli Occhi Di Un Bambino”), unico brano in cui il ritmo rallenta (ma solo nella prima metà).

La struttura del disco è molto omogenea, rock tirato, chitarre incisive e tecnica piuttosto valida (soprattutto nelle parti di batteria). Rievocazioni di Led Zeppelin, Jimi Hendrix ma anche di gruppi recenti come Datsuns e Mooney Suzuki. Speriamo che il disco avrà il successo che merita anche al di fuori del territorio abruzzese.

Già dall’apertura “Due Di Notte” si capisce quale sarà il filo conduttore di tutto l’album. Bel rock’n’roll (a tratti tendente all’hard rock più classico) con assoli di chitarra che valorizzano la tecnica dei musicisti (attenzione, non si parla di assoli iper-tecnici alla Steve Vai o Satriani, ma di assoli che hanno un senso e rimangono ben impressi). La parte ritmica è validissima e molto particolare (i passaggi di batteria in “Stelo Rotto” e i delicati intermezzi di “Luci Sfocate” ne sono la prova). “Amsterdam” e la traccia di chiusura “Negli Occhi Di Un Bambino” sono gli unici episodi che si staccano dal resto dell’album, ben suonato e con testi molto interessanti. Buona la prima.

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Contro

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