Home > Recensioni > Kiko Loureiro: No Gravity

Guitar lessons

Solo-album anche per Kiko Loureiro degli Angra, il primo. Al cospetto di un album solista è inevitabile il sospetto della pura speculazione, ma in questo caso riteniamo invece che tutti i dubbi debbano essere lasciati da parte, perché l’estro artistico di uno dei migliori chitarristi oggi in circolazione, metal o non metal che sia il contesto di riferimento, aveva bisogno di liberarsi in uno spazio totalmente suo.
“No Gravity” rappresenta un’ottima rappresentazione del funambolico playing del chitarrista brasiliano, da sempre caratterizzato da un vastissimo background cultural-musicale rielaborato con piena padronanza. Caratteristiche che, in verità, sono state già ampiamente dimostrate negli undici anni di attività professionale degli Angra, ma che qui vengono ulteriormente sottolineate e sviluppate. Per i fan della band carioca non sarà dunque una sorpresa sentire Kiko cimentarsi in contesti sonori che vanno dal metal a composizioni acustiche, dall’hard rock al rock melodico passando per armonie fusion: tutto funziona al meglio; su tutto si riconosce l’impronta stilistica di Loureiro, che non è rivoluzionaria ma è perfetta ed efficace, impressionante per competenza e tecnica, avvincente per talento melodico ed eleganza.
Il disco, infatti, pur rivelando un grado tecnico impressionante, si compone di pezzi dalle ottime melodie, orecchiabili e ricercate quanto basta, che si dimostrano innanzitutto come delle composizioni godibili, evidentemente ricercate e interessanti, ma anche piacevoli e mai cervellotiche al di là del numero di note di cui sono fatte – caratteristica per nulla usuale in album analoghi.
In fondo è proprio questo il pregio più grande di “No Gravity”, è proprio in questo che viene fuori la classe del brasiliano.
Un lavoro, dunque, che rende giustizia a un chitarrista troppo spesso dimenticato quando si parla dei Big della chitarra rock di oggigiorno: quando, cioè, ci si imbatte nella selva dei soliti nomi noti, nei confronti della maestria dei quali, Kiko Loureiro, non ha proprio nulla da invidiare. E per chi non ne fosse convinto, “No Gravity” potrà essere l’occasione giusta per cambiare idea.

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