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  • To Kill A King: To Kill A King

    Xtra Mile Recordings / none

    Data di uscita: 02-03-2015

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To Kill A King non è solo il titolo di un film inglese uscito nel 2003, ma anche il nome di una band tutta british fondata nel 2009 a Leeds e con all’attivo ben tre EP e due album, di cui l’ultimo, uscito il 2 marzo 2015 per Xtra Mile Recordings, è appunto “To Kill A King”.

Se pensiamo che il produttore che sta dietro agli undici brani è lo stesso dei Bastille, non può che essere chiaro che la propensione per melodie catchy, esplosioni corali e immediatezza delle liriche dei cinque musicisti sia qui una qualità fortemente valorizzata, tanto che le intense performance live cifra dei To Kill A King- perlomeno nel Regno Unito, dove sono di certo meglio conosciuti- riescono ad avere un ruolo preponderante lungo l’ascolto del disco. Insomma, come se l’energia dei concerti fosse stata immagazzinata nel piccolo spazio dello studio.

Già si era capito dal singolo “Love Is Not Control” che i To Kill A King avrebbero proposto un secondo album ricco di riferimenti folk, pop e rock, dove i riff di chitarra affascinano l’orecchio e la voce in falsetto di Ralph Pelleymounter porta l’ascoltatore verso un viaggio immerso nel conflitto tra amore e morte, secondo il perfetto connubio Eros-Thanatos tanto caro a Sigmund Freud.

C’è spazio anche per le romantiche ballad quali “The Chancer” e “Musicians Like Gamblers Like Drunks Like Me”, un omaggio alla musica più vintage con “Today”, pezzo palesemente influenzato da uno dei derivati del blues per pianoforte degli anni Trenta e Quaranta, ossia il boogie, messo a chiusura delle undici tracce, e l’allegra “Good Times (A Rake’s Progress)” , che presenta delle venature tra il soul e il gospel e dei momenti di chitarra elettrica maggiormente cupi rispetto ai restanti brani.

La formula del ritornello incalzante che fa smuovere gli animi e incita ad aggregarsi alle voci registrate piacerà senza alcun dubbio a chi apprezza Mumford & Sons, i già citati Bastille e i più indipendenti Maccabees. Non aspettatevi grandi innovazioni, perché non ve ne sono, ma godetevi un disco ben strutturato, suonato come si deve e tremendamente orecchiabile.

 

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Contro

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