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Killswitch Engage: Al mare a Rimini? No i Killswitch Engage al Velvet

Nel pieno di un tour europeo davvero intenso cominciato in Agosto, i Killswitch Engage fanno tappa l’11, unica italiana, al Velvet di Rimini. Meno vicini alle rinomate spiaggie e più vicini alla campagna romagnola, comincia alle 18:00, sul tetto verde del Velvet, la chiacchierata di LoudVision con Mike D’Antonio, bassista della band, che sin dalle prime battute si dimostra davvero simpatico e alla mano.

Ok, parliamo un po’ di questo tour europeo, vi state divertendo?
Si ci stiamo divertendo parecchio!

Ci sono paesi che preferite più degli altri?
Effettivamente il Giappone… sì direi senza dubbio il Giappone.

Qual è la cosa più assurda, strana o divertente che vi è capitata fin’ora in questo tour?
Mhhh… è sempre una domanda difficile, possiamo tornare di sotto così provo a chiedere? No, ancora non è successo nulla di speciale.

A Marzo avete partecipato al Desert Rock Festival di Dubai, che tipo di esperienza è stata?
È stata un’esperienza fantastica! Eravamo molto preoccupati di andare lì perché ci avevano detto che se ti trovavano con medicinali utilizzati solitamente per le allergie e simili, rischiavi di finire immediatamente in carcere e di restarci per anni. Quindi ci siamo messi a buttar via tutti i medicinali e a pulire le valigie per cancellare ogni cosa che potesse sembrare sospetta. Quando poi siamo arrivati alla dogana in realtà è andato tutto bene, lo show è stato grandioso, le persone erano fantastiche e la folla molto energica. Putroppo quando si sono messi a ballare è intervenuta la security che ha fatto uso della forza picchiandoli. È sempre triste veder farsi male persone che sono lì per divertirsi… comunque per la maggior parte è andato tutto bene, ci hanno trattati davvero molto bene.

Riguardo la scena europea quali sono le tue band preferite?
Adoro gli In Flames e i Soilwork, anche se mi piacciono in generale le band della scena svedese, probabilmente i Carcass sono tra le mie band preferite della scena europea.

State lavorando a del nuovo materiale oppure vivete il tour giorno per giorno?
Io sto lavorando un po’ ad una band garage, credo di essere l’unico del gruppo ad avere un po’ più di tempo. Comunque quando siamo in tour preferiamo non scrivere perché è tutto troppo frenetico. L’ultima cosa di cui abbiamo voglia è di tirar fuori la chitarra dentro al bus! Ancora non ci siamo incontrati per scrivere qualcosa, ma ci aspettiamo di cominciare verso Ottobre o Novembre.

Che tipo di approccio avete per scrivere nuovo materiale, partite dai testi o buttate giù qualche idea strumentale?
I testi sono sempre l’ultima cosa su cui lavoriamo, l’ultima ad essere inserita. Di solito ci incontriamo portando ognuno dei demo con registrate almeno le parti di batteria, basso e chitarra. Poi scegliendo tra alcuni riff che funzionino tra loro, li suoniamo per gli altri del gruppo e decidiamo su quali lavorare. Parte tutto da lì, ognuno porta il suo demo da far ascoltare.

Descrivimi una tipica giornata di prove, anche con aneddoti divertenti se vuoi…
Le prove le facciamo nella cantina, a casa dei genitori di Joel… è molto noioso… non c’è davvero nulla di eccitante! Le facciamo lì perché è l’unico posto in cui possiamo suonare senza che i vicini si lamentino. Abbiamo scritto praticamente tutti i nostri dischi a casa dei genitori di Joel, anche perché lui lì ci ha vissuto per molto e si è trasferito solo di recente. Di solito ci incontriamo, portiamo i nostri demo, ne parliamo e poi decidiamo su cosa lavorare… comincia tutto da lì. Comunque non passano mai più di 2 ore prima che ci si stufi tutti di suonare!

Con che frequenza le fate?
Se stiamo lavorando a un disco anche tre o quattro volte a settimana, distanziate da un giorno per assimilare le ultime cose e prepararsi per la volta dopo. Di solito però se non siamo in fase di scrittura non proviamo praticamente mai, suoniamo così spesso che è come farle sempre… le facciamo al limite una volta se dobbiamo cominciare un tour… in effetti è proprio un po’ che non proviamo…
[PAGEBREAK] Se di professione non avessi fatto il musicista, cosa avresti fatto?
Il grafico, è quello che in realtà faccio comunque, l’ho fatto prima di diventare un musicista e lo farò anche dopo. È una cosa che amo molto e per cui ho studiato sia a scuola che al college. Tra l’altro stavo disegnando proprio poco fa, prima dell’intervista! Mi piace un sacco disegnare materiale per band.

Disegni anche per i Killswitch?
Sì, per i Killswitch faccio parecchie cose, in passato ho fatto tutto io ma col tempo è diventato insostenibile. Poi ho realizzato materiale per Shadows Fall, Unearth, All That Remains, per un sacco di band e festival del Massachussets. Attualmente sto lavorando con una band belga e disegno loghi per la Roadrunner Records.

Come è nata l’idea di fare la cover di “Holy Diver”?
La rivista Kerrang stava preparando un’edizione speciale per il venticinquesimo anniversario. Loro hanno avuto l’idea di preparare due compilation da far uscire in due edizioni contigue. La prima era una raccolta di cover dei Metallica, mentre a noi hanno chiesto di fare la seconda, che era una raccolta di tutti i classici del metal, reinterpretati dalle band di nuova generazione. C’era una lista con un mucchio di band e di canzoni da provare che ci venivano proposte e, tra tutte, “Holy Diver” ci è sembrata la scelta migliore.

Che ne pensi della scena emo, gruppi come 30 Seconds To Mars, My Chemical Romance… pensi che questa scena possa sopraffare quella del metalcore o sono due cose distinte?
Sì, credo che siano due cose distinte, penso che finché si fa musica per buoni motivi e non solo pensando al profitto si possa fare qualsiasi cosa.

Ti piace qualcuna di quelle band?
Siamo stati in tour coi My Chemical Romance e sono persone davvero molto piacevoli, non sono esattamente un fan della loro musica, ma sono persone davvero simpatiche. Mentre dei Mars ho conosciuto il cantante e anche lui mi è sembrata una persona molto simpatica.

Di recente un sacco di band, anche famose, hanno diffuso la loro musica gratuitamente su internet, vedremo mai un disco dei Killswitch disponibile gratuitamente?
Certo! Quando verremmo scaricati dalla Roadrunner! (risate generali) No, in realtà non saprei, sicuramente la direzione in cui vanno le cose sembra essere quella. Noi da contratto abbiamo altri due dischi con la Roadrunner, dopodiché non so cosa succederà, per il momento non ci è permesso nulla del genere, perché qualsiasi cosa noi registriamo loro la possiedono, quindi non possiamo prendere iniziative.

Parliamo un po’ di cinema, quali sono i tuoi gusti?
Adoro i film horror, tra i miei preferiti ci sono senza dubbio “La Casa” 1 e 2, classici…

Della televisione invece?
Mi piacciono molto gli anime e in generale un sacco di produzioni giapponesi, adesso sto guardando “Deaf Note” che è fatto davvero bene.

Se dovessi scegliere tra “I Simpson” e “I Griffin” chi sceglieresti?
Direi i Griffin, anche se il nostro batterista non sarebbe affatto d’accordo…

Finita la piacevolissima chiacchierata, Mike dedica un saluto a LoudVision… resta solo da aspettare che la serata cominci!

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