Home > Recensioni > Killswitch Engage: Alive Or Just Breathing

Il vero capolavoro dei KSE

Ci sono volute un sacco di imprecazioni, un sacco di tempo e un sacco di pazienza ma finalmente anch’io sono in possesso del nuovo, fantastico album dei Killswitch Engage. Sgombriamo subito il campo da qualsiasi dubbio: questo è un album da comprare, tassativo, non c’é storia. E anche se siete tra quelli che comprano un cd ogni morte di papa, be’, il papa è morto ascoltando questo cd. I Killswitch sono forse il miglior gruppo, in questi ultimi anni, ad aver saputo coniugare alla perfezione la furia dell’hardcore americano e la tecnica e il gusto del death scandinavo, facendo amalgamare due generi così a prima vista lontani ma così simbiotici e complementari nella musica del combo proveniente dal Massachusetts. I Killswitch come i Soilwork. No, non sono diventato pazzo ma ho invece trovato molte similitudini nelle due band in questione, per la maturazione attuata negli ultimi anni e per i risultati spettacolari raggiunti con i rispettivi ultimi album, che hanno fatto emergere un songwriting davvero notevole, capace di creare devastanti riff spezzacollo e subito suadenti melodie vocali che vanno ad incastonarsi all’interno delle dodici tracce di questo “Alive Or Just Breathing” come gemme preziose. Certo, c’é sempre chi non apprezza più di tanto il lato melodico della medagl… ops, musica, e anche a me certa melodia pronta all’uso modello “quattro salti in padella” fa abbastanza pena, ma le clean vocals che scaturiscono da questo album (oltre che dall’ugola di Jesse David Leach) sono di una bellezza rara, suadenti, trascinanti e soprattutto mai e poi mai banali e scontate. Ora non starò ad annoiarvi con una descrizione particolareggiata delle singole tracce dell’album, vi bastino come esempi la melodia e il possente mid-tempo di “My Last Serenade” (primo singolo estratto dall’album e di cui è anche presente un video sul sito della band), la devastante potenza di “Numbered Days” con un refrain memorabile, che vi ritroverete ad urlare a qualunque ora del giorno e della notte, e la violenza pura di “Just Barely Breathing”, canzone schiacciasassi lanciata a folle velocità sull’ignaro ascoltatore ed in cui emergono chiare influenze provenienti dalla fredda Svezia. La produzione, infine, è ad opera di Mr. Andy Sneap. Ovvero: una potenza sonica totale, un suono cristallino, potentissimo e mai confuso che vi farà venir voglia di collaudare, a spese del vicino di turno, la pressione acustica massima esercitata dalle casse del vostro stereo. E come dice qualcuno: buy it or die!

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