Home > Recensioni > King Creosote & Jon Hopkins: Diamond Mine

Melanconia che ci fa amare

Pura meraviglia. Vera essenza di delizia racchiusa in sette note. King Creosote e Jon Hopkins uniscono le loro anime per regalarci qualcosa che a livello di emozioni, ultimamente, è solo paragonabile all’intensità dei Sigur Rós.

“Diamond Mine” ha inizio con voci in sottofondo accarezzate da un piano che sembra suonato da un Billy Corgan nostalgico più che mai. Ma tra le sette canzoni in questione non c’è rabbia, semmai una sorta di morsa che stringe il cuore incatenato, con le corde delle chitarre acustiche, a un ricco tappeto musicale creato da Jon, maestro nel suo divertirsi con la tastiera e i suoi suoni.

“Bats In The Attic” è uno di quei pezzi musicali che nasconde in sé il potere della musica. Brividi ed effetti collaterali incidono il tragitto del suono che dalle orecchie va al cervello passando per il cuore.

Album da possedere. Se pensate di essere profondi, se pensate che la vostra vita meriti di essere caratterizzata da momenti intensamente pesanti, “Diamond Mine” fa per voi.
Verbo da diffondere, da suggerire solo a persone che credete meritevoli, per far sì che il tramandamento raggiunga quelle menti che possiedono la capacità di saper brillare da sole.
Buon ascolto.

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Contro

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