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  • Kingfisher Sky: Hallway Of Dreams

    Kingfisher Sky

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Pallide (a) illusioni

Strano ma vero, questi Kingfisher Sky ci piacciono. Evento più unico che raro se si tiene conto delle origini della band, nata da una cellula impazzita dei Within Temptation, e della presentazione quanto mai anacronistica (parlare di gothic ai giorni nostri è come cercare di riportare in vita Elvis Presley).

Quello che ci ha fatto apprezzare la proposta degli olandesi è stata la scelta di non scimmiottare i tanto rinomati patriarchi e di non proporre sonorità trite e ritrite che però, ahinoi, vendono, eccome se vendono.
I nostri si allungano su melodie lineari e gradevoli, incastonate su sonorità assolutamente easy listening. “Hallway Of Dreams” ripropone esperienze e atmosfere già ascoltate nella Madonna più intima, sia nella timbrica del cantato che nell’arrangiamento degli arpeggi, in cui l’universo pop si inserisce come frangente di introspezione di facile consumo, senza risultare banale né noioso.

Nei (rari) momenti in cui l’energia metallica prende il sopravvento, i paragoni si spostano più semplicemente verso lidi ben conosciuti, in cui voce, chitarre distorte, ritmiche più corpose e presenti ripercorrono quei paesaggi algidi e crepuscolari che hanno fatto la fortuna di Nightwish (nella versione odierna) e compagni.

Un album che abbiamo aspettato per più di due anni e che non merita di essere lasciato sullo scaffale per altrettanto tempo.

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