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  • Kings Of Leon: Aha Shake Heartbreak

    Kings Of Leon

    Data di uscita: 05-05-2005

    Loudvision:
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Mi perplime e mi chiedo: “Perché?”

La primissima impressione che si ha di questo lavoro, seguito dopo nemmeno un anno al precedente, piuttosto caldamente accolto dalla critica italiana “Young and Youth Manhood”, è seriamente negativa, non scherzo. Ma se non s’imbarazzano loro a suonare tali porcherie… Diamogli una seconda occasione di riscattarsi, almeno un secondo ascolto, mi dico. Ed ho fatto bene, perché proprio inascoltabili, non è nemmeno che lo siano. Ma questo non è in alcun modo bastevole, se decidi di fare southern rock. Diventa a questo punto, tuo preciso dovere essere perlomeno accattivante e ruffiano; senza pretese di virtuosismi, magari anche tecnicamente ignorante, ma devi avere quell’attitudine easy e rock’n’rolleggiante che ti faccia muovere e ti tenga desto. Ed invece, questi tre fratelli ed un cugino, figli e nipote d’un pastore protestante, vestiti come tradizione esige e comanda, si limitano ad una proposta tediante e monotona, dove i brani vengono “costruiti” sulla ripetizione iposviluppata d’un singolo riff; totalmente mancanti di piglio danzereccio, autori d’una vuotezza compositiva che spesso si perde in silenzi non voluti, questi Kings of Leon scivolano inevitabilmente presto nel dimenticatoio. Ed uscite del genere, fanno davvero riflettere… Quello che un musicista un minimo preparato non può, davanti a certe irrispettose prese in giro, ad un tale irriverente farsi beffe dell’arte, un tale dileggiare sguaiatamente persino i concetti di “vendibilità” e “commerciabilità” d’un prodotto, fare a meno di chiedersi è: “Perché…”?

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