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  • Kings Of Leon: Mechanical Bull

    Kings Of Leon

    Data di uscita: 24-09-2013

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Toro meccanico ricco di energia ed emozioni

Deciso ritorno al passato per gli statunitensi Kings Of Leon. Sin dalla schitarrata iniziale di “Supersoaker”, primo singolo estratto, sembra di tornare a quel southern rock’n’roll che contraddistinse l’esordio della band, datato 2003. Dopo “Rock City” e “Don’t Matter”, se tre indizi fanno una prova, è evidente come la band abbia avuto un improvviso attacco di nostalgia e realizzato un disco molto vicino al sound degli esordi di dieci anni fa. Quaranta minuti energici e trascinanti, intervallati da pochi cambi di passo in cui si riprende fiato, prima di tornare a ritmi elevati e chitarre graffianti. Sesto disco in studio che conferma le ottime qualità compositive di una band che vuole continuare a comporre e divertirsi.

Non c’è miglior manifesto rock’n’roll di “Temple”, inserita a metà scaletta. Trascinante, graffiante con una melodia pop ma non banale, a cui fa seguito “Wait For Me”, secondo singolo estratto che rallenta i battiti e aumenta le emozioni. L’intro di batteria e basso di “Family Tree” è funky all’ennesima potenza che stacca un po’ dal sound del resto dell’album. La chiusura, affidata ad “On The Chin”, è fatta apposta per rendere malinconia la conclusione di un lavoro molto buono e di lasciarci con l’amaro in bocca, musica perfetta mentre scorrono i titoli di coda. Dopo tre anni di inattività, un album che mantiene alta qualitativamente la media della carriera della band.

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Contro

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