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  • Klaus Schulze: Body Love 2

    Klaus Schulze

    Data di uscita: 01-01-2008

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Il linguaggio del corpo secondo Schulze

Inventore del Moog e della musica elettronica moderna, precursore della New Age ed oltranzista della psichedelia, Klaus Schulze è stato anche uno dei prinicipali esponenti della Kosmische Musik, la corrente artistica che ha trasposto sullo spartito l’infinità statica degli spazi siderali. Stirate fino al parossismo, le lunghe suite elettroniche e futuristiche del berlinese hanno influenzato generazioni di artisti avanguardisti. La SPV ha così deciso di ristampare due opere fondamentali dell’ampia discografia dell’Autore: “Body Love 2″ del 1977 e “Ballett 4″ del 2000, entrambe in formato digipak e corredate di una bonus track.
Imprevedibile e vario nelle sue sperimentazioni, “Body Love 2″ (ottava fatica dell’Autore) riprende il tema già iniziato con il primo volume, che fu colonna sonora dell’omonimo film hard del danese Lasse Braun. Il “sequel” offre un rimissaggio di “Stardancer”, pezzo già presente sul primo capitolo. È questa l’unica continuità rispetto a “Body Love 1″ e la ragione del richiamato titolo, null’altro lega le due release.
Il radicalismo elettronico di Schulze qui amplia al massimo le sperimentazioni e l’utilizzazione di rumori per scopi strumentali. Abbandonate per un momento le dimensioni galattiche, il tedesco si sofferma sulla cosmologia di un rapporto sessuale. Così tenta di riprodurre atmosfere sensuali in modo sintetico e metaforico, suggerendo ritmi e danze dell’amore indirettamente, e non già con affettate registrazioni respiratorie. Il tempo si fa altalenante, asmatico, a volte claustrofobico.
Nelle tracce riecheggia la progressione ipnotica della psichedelia, che tende al collasso delle orchestrazioni.
L’opera, tuttavia, non appare tra le migliori della discografia così ampia del berlinese. Meglio concentrare le attenzioni su di un altro degli oltre novanta album.

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