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Klaus Schulze & Lisa Gerrard: Farscape

Kosmische musik für kosmische volk

Il rischio con un disco del genere è di sembrare/essere irrispettosi. In fondo stiamo parlando di Klaus Schulze, a.k.a. una leggenda vivente, a.k.a. un pioniere dell’elettronica, fondatore di Tangerine Dream e Ash Ra Tempel, compositore e tastierista extraordinaire…
E come se non bastasse stiamo anche parlando di Lisa Gerrard, cantante dei seminali Dead Can Dance, ovvero uno dei più grandi gruppi degli anni ’80 e oltre (e tra l’altro autrice di colonne sonore unanimemente considerate dei capolavori).
Insomma, domanda: cosa può fare un Davide qualsiasi di fronte a due Golia di queste dimensioni? Risposta: chinare il capo e cercare di giudicare “Farscape” nella maniera più oggettiva possibile.
Altra domanda: cos’è “Farscape”? Risposta: un doppio CD (per un totale di 153 di musica) di soundscape astrali, arricchiti e riempiti dai vocalizzi senza parole di Lisa Gerrard. Ovviamente non siamo di fronte ad un banale lavoro di elettronica da MacBook, né per converso a un disco che abbia pretese di cambiare la storia della musica. Citando il giornalista Stefan Albus, “Schulze non compone musica. Lui suona”. Magari non avrà molto senso come frase, ma rende bene l’idea: “Farscape” è un disco composto per esistere e basta, senza sottotesti o secondi fini; in fondo stiamo parlando di qualcuno che ha già scritto la storia della musica, e ora è interessato solo a farsi i fatti suoi.
Che, e questo è quel che conta davvero, possono anche diventare fatti nostri. Perché “Farscape”, nel suo essere costantemente in bilico tra ambient, new age ed elettronica “da viaggio”, è un lavoro che cattura e porta lontano. Non annoia mai. Perfettamente descrittivo senza perdere in suggestione, dinamico quanto basta da regalare la costante sensazione del movimento, minimale e di classe senza essere snob.

Poi ci sarebbero tutte le considerazioni critiche da fare, oltre a qualche lamentela sul minutaggio. Ma chi ama viaggiare vorrebbe non arrivare mai. Gli inglesi la chiamano wanderlust. “Farscape” potrebbe esserne un ottimo esempio.

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