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L’affabulatore laghée

Affabulatore. Ecco il termine per definire Davide Van De Sfroos, cantautore e scrittore, monzese di nascita ma comasco d’adozione, che questa sera sale sul palco di “Astimusica” per il settimo concerto del cartellone astigiano.
Affabulatore, si diceva. Di quelli che con una band eccezionale alle spalle, un set spartano e un pugno di storie in musica riesce a intrattenere per più di un’ora e mezza una piazza partecipe sin dalle prime note (tra gli astanti anche un nutrito gruppo di fan dalla “Bassa”).

E lui, all’apparenza un po’ burbero e distante nei toni, svela i due lati della sua arte, quello scanzonato, ballabile e folk, e quello più blando e riflessivo, come certa tradizione cantautorale impone. Certo, le melodie zigzaganti di violino, che strizzano l’occhio alle correnti occitane, sono inviti neanche troppo celati alla danza sotto al palco e i fedelissimi non si fanno pregare, iniziando a movimentare il concerto sui ritmi incalzanti di “El Puunt”, tra le note perentorie de “Lo Sciamano” e gli inseguimenti country-bluegrass de “La Ballata Del Cimino”. Tutti, rigorosamente, in laghée, variante del dialetto comasco con influenze ticinesi, parlato sulle sponde occidentali del Lago di Como, un espediente artistico che ha fruttato due volte al cantautore lariano la Targa Tenco.

E mentre il violinista regala una rilettura ad hoc della linea melodica di “Shine On You Crazy Diamond” (Pink Floyd) arriva anche il tempo della agrodolce “New Orleans”, ballata dal sapore southern con tanto di lap-steel e fisarmonica a sottolineare uno dei pochi ritornelli in lingua italiana del repertorio.

Ultime raffiche con “L’Alain Delon De Lenn”, “La Balera”, “Cyberfolk” e una sorpresa: “You Shook Me All Night Long”, energica cover degli AC/DC che De Sfroos presenta come un brano di Nilla Pizzi stimolando una divertita standing ovation e conquistando definitivamente la piazza.

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