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  • L’A.S.S.O. nella manica

    Diretto da Ari Sandel

    Data di uscita: 19-08-2015

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L’A.S.S.O. nella manica” del titolo è un acronimo, Amica Sfigata Strategicamente Oscena, che sostituisce l’originale D.U.F.F., Designated Ugly Fat Friend, nel titolo e nel doppiaggio italiano. Indica l’amica bruttina (ma il concetto è valido anche nel mondo maschile) di cui si attorniano le ragazze carine per risaltare ancora di più, per avere una “ruota di scorta” a cui si avvicinino i ragazzi per avere informazioni e chiedere appuntamenti.

È insomma uno di quei ruoli codificati in quell’atroce e gerarchico mondo antropologicamente immutabile, al cinema e nella vita reale, che è la scuola superiore. Immergendo tutto questo nella psicosi social contemporanea, svecchiando un po’ il modello, il regista Ari Sandel realizza un prodotto dichiaratamente diretto ad un target adolescenziale e indubbiamente riuscito. La visione con le ragazzine delle giurie qui al Giffoni Film Festival, dov’è stato presentato al pubblico in anteprima nazionale, è stato un modo perfetto per testare la pellicola, e per verificare sul campo il sapiente dosaggio di tutti gli ingredienti.

“L’A.S.S.O. nella manica” racconta la vita di Bianca (una bravissima Mae Whitman), comune adolescente acqua e sapone, amica di due ragazze molto popolari e invidiate in tutta la scuola. La sua intera situazione e il suo punto di vista cambieranno quando ad una festa il suo vicino di casa, Wesley (Robbie Amell), le farà notare la differenza tra lei e le sue due amiche del cuore, dicendole di essere la cosiddetta terza amica in più, affermando che in ogni gruppo di amici si ritrova una persona meno attraente e meno talentuosa. Bianca realizza in questo modo la sua posizione all’interno del gruppo di amiche. Per rimediare chiederà in seguito aiuto a Wesley per non essere più una DUFF (Designated Ugly Fat Friend), ma una leader e una ragazza indipendente.

Dopo una partenza veloce, fulminante, e indubbiamente originale per il profluvio di hashtag e non solo che invade lo schermo (tutto questo adesso appare molto sintonizzato sui tempi, ma l’impressione è che, come tutti gli instant movie, invecchierà prestissimo), il film diventa un più classico Pigmalione movie. Tutti i messaggi veicolati dal film sono giusti e positivi: l’accettazione di se stessi, il rifiuto dell’omologazione a modelli preconfezionati, l’amore senza barriere dove niente è mai scontato. Portate tranquillamente al cinema figli e nipoti, vi divertirete anche voi grazie a qualche battuta qua e là veramente azzeccata e divertente.

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Contro

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