Home > Report Live > L’audacia della Esperanza

L’audacia della Esperanza

Il suo curriculum è impressionante: all’età di cinque anni sapeva già suonare il violino e a scuola suonava anche la chitarra, l’oboe e il clarinetto. È lì che ha scoperto anche il contrabbasso, ed è con questo che ha stupito il pubblico al concerto di domenica sera all’Auditorium di Roma. La sua voce è leggera ed elastica, ma prominente. Prodigioso è un aggettivo spesso sbandierato con noncuranza ma con Esperanza Spalding non è affatto esagerato.

La Spalding suona e canta simultaneamente (ogni tanto scambiando il contrabbasso con il basso) durante tutto un set che ingloba il jazz, il soul, la bossa nova e la samba. Presenza affascinante, è comunque una musicista modesta: quasi ad ogni canzone presenta i suoi compagni, Leonardo Genovese al pianoforte e Otis Brown III alla batteria, e dà loro la chance di dimostrare quanto valgono.

La musica è perlopiù leggera e ariosa, come in “I Know You Know”, l’unico pezzo che si potrebbe definire convenzionale, e in “Ponta De Areia”, il classico di Milton Nascimento, cantato in portoghese. È comunque anche capace di evocare emozioni più profonde: la sua versione implorante di “Wild Is The Wind” è mozzafiato.

Già nella scelta del contrabbasso come strumento principale, Esperanza Spalding si rivela un’artista fuori dall’ordinario. Ma l’audacia delle sue scelte musicali non finisce qua. In duetto con Genovese, canta una chacarera, di cui dice “è come se un musicista folk argentino e una musicista jazz avessero un bambino“. La melodia rapida del pianoforte viene seguita puntualmente dalla voce della Spalding, che dimostra così la sua gamma e agilità vocale. Pure innovativa la versione del pezzo standard “Body And Soul”, che canta in spagnolo con un ritmo 5/4.

Un talento eclettico come Esperanza Spalding avrebbe potuto sicuramente scegliere un percorso più commerciale (tipo Norah Jones, diciamo). Sebbene alcune canzoni del suo recente album tendano ad essere mainstream, al concerto si capisce chiaramente che si tratta di un’artista che non compromette la sua arte.

Scroll To Top