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L’Avant-Punk: Al servizio di sua maestà la regina pt. III

Il terzo passaggio nell’oscuro pianeta del punk con idee ci porta nel vecchio continente, più precisamente nelle terre di Albione, dove curiose vibrazioni stanno smuovendo il terreno dei sotterranei e facendo drizzare le orecchie anche agli amatori che stanno dall’altra parte dell’oceano. Accade così che al finire di questo 2009 si sia creato un vero e proprio panorama underground anche in terre fino a pochi anni fa illuminate nell’ambito art punk dalle sole scorribande di maestri come Country Teasers e poco altro.

È giunto ora il momento di fare qualche nome e dare qualche coordinata: partiamo dai Pheromoans, uno dei gruppi più acclamati dell’intero movimento. Il loro intento dichiarato è quello di rileggere il post-punk delle origini con l’aiuto delle nuove sensibilità. Linee di chitarra essenziali, drumming ridotti all’osso ed un torrente di idee che non sembra estraneo al verbo dei primi Intelligence, quelli più perversi e “damaged”. Nella trafila dei primi singoli si segnalano brani capolavoro come “Revamper”, “Sister of the Sap” e “Suburban Despot”. Da cercare assolutamente.

I Male Bonding sono un gruppo molto particolare, di difficile classificazione all’interno della nuova onda, non hanno ancora pubblicato ancora un singolo, una cassetta o un LP tutto loro: finora il loro materiale è stato distillato con cura all’interno di compilations e split con altri fenomeni dell’underground. Il loro sound può essere già definito come inconfondibile: meravigliosi drumming iperritmici a condurre gli stranianti suoni delle corde, con voci tanto riverberate da sprofondare in un abisso sonoro, cui però non rimane estranea una perversa vena di orecchiabilità. Post pop-punk ultravitaminico o schizo punk-wave? Le etichette non sono mai abbastanza. Ah, la Sub Pop ha già messo le mani su questi giovinastri.

Le Pens sono il gruppo che amerete odiare o odierete amare: nel bene o nel male stanno facendo comunque parlare molto di loro. Nate sulla scia del fenomeno Mika Miko/Vivian Girls/ritorno delle riot grrrls che tanti gruppi femminili ha visto e sta vedendo nascere in quest’ultimo anno, le Pens si distinguono dal mucchio oltre che per la totale incompetenza sugli strumenti, anche per una pronunciatissima tendenza a sfornare gioiellini di orecchiabilità lo-fi che si stampano dritti in testa e non mollano la presa: ascoltare canzoni come “Freddy” e “high in the Cinema” per credere. Vedere un set delle tre ragazzine può essere un’esperienza illuminante o irritante, ma è come rivivere il 1978-79 con trent’anni di musica in più sulle spalle.

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