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L’Avant-Punk: Space burritos Pt.V

Quando si parlava di Messico e rock n’roll fino a pochi anni fa venivano in mente gruppi garage soul con tipacci intenti a fare cover di “Land of One Thousand Dances” con indosso maschere da luchadores. Da qualche anno a questa parte c’è invece un particolare fermento a sud del Texas, con gruppi di giovanissimi che mettono la testa oltre il confine per venire ad insegnare l’avant punk ai maestri americani. Oggi trattiamo come al solito di tre gruppi che possono essere eletti a rappresentanti di un piccolo movimento, non accomunati tanto da fattori stilistici quanto dal passaporto e da un singolare impeto rivoluzionario.

Iniziamo per ordine temporale. È il 2006 quando arrivano alle orecchie degli amatori due demo destinate a far parlare molto di sé: “The Olympic Scheme” e “Close Your Eyes” sono le prime registrazioni de Los Llamarada, impossibile quartetto di Monterrey che pone come proprio obiettivo quello di rifare da capo il punk. La si chiami neo-psichedelia decostruzionista o come si voglia, resta il fatto che i Llamarada hanno subito diviso il pubblico con il loro modus operandi: canzoni ridotte a brandelli sonori e ricomposte secondo un rigoroso minimalismo, precursori di quel psych-punk-noise che oggi è molto in voga. Probabilmente solo a distanza di un paio di anni si può capire appieno il furore rivoluzionario di questo gruppo.

Sulla loro scia arrivano da Nuevo Leon gli XYX, duo basso-batteria che riprende la lezione dei Llamarada per improntarla, vista anche la natura della formazione, su basi più fortemente ritmiche. La violenza e l’impeto punk dei due non nascondono in minima parte la genialità delle trovate e l’obliquità del loro fare musica. Per il successo sono bastati sue singoli su etichette del calibro di S-S e Skulltones, si cui attendiamo con ansia il seguito.

Ultimo gruppo del giorno sono i Ratas del Vaticano, la cui particolarità sta nel fatto di avere riscosso successo e consensi nella scena noise punk pur sostanzialmente non facendone parte da un punto di vista sonoro. Il loro stile diretto e violento richiama il miglior punk 77, quello deviato ed oscuro comparso su celebri raccolte quali Killed By Death o Bloodstains, tuttavia irrequiete vene sotterranee richiamano universi lo-fi tanto contigui quanto distanti ed hanno permesso a questi ragazzi di fare uscire il loro primo album sull’etichetta weird per eccellenza, la Siltbreeze.

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