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L’eclissi su Caserta

Un fenomeno da non eclissare, nonostante il titolo del loro ultimo album. Il quintetto torinese torna sul palco in forma smagliante, convince sempre di più e non intende deludere alcuna aspettativa. C’è chi più di dieci anni fa ha riposto in loro gran fiducia!
Seguire da anni una band ha come vantaggio l’acquisizione di una familiarità col gruppo che difficilmente potrebbe venir fuori in modo diverso. E ad ogni concerto dei Subsonica sembra instaurarsi un’unione timida e un po’ nervosa. Parlano poco coi ragazzi che li acclamano dai piedi del palco, e se lo fanno hanno l’aria dei timidoni un po’ modesti che quasi non si aspetterebbero tanta gente ad un loro concerto. Poi parte la musica, e per magia si trasformano, diventano animali da palcoscenico che nulla potrebbero trattenere in quelle note, in quei movimenti, nei microfoni diversi per voci diverse, negli strumenti che ballano insieme a loro, insieme a tutti.
Alla quinta data del loro tour e da poco più di una settimana dall’uscita della loro ultima registrazione “L’Eclissi”, Samuel e seguito salgono sul palco del Palamaggiò di Caserta. Un pubblico fedele e caloroso li attende.
E la partenza è dolce, “Tutti I Miei Sbagli” in versione acustica. La stessa canzone chiuderà in chiave elettronica ed energica la serata.
Al secondo brano il gruppo è racchiuso in una gabbia metallica, il “Veleno” dovrà oltrepassare la barriera e arrivare fino alla folla già calda, pronta a ballare. Tanta l’adrenalina, troppa per un amplificatore che cede a inizio serata. Ma si corre ai ripari. Il palazzetto pieno attende, “La Glaciazione” risponde, ma è “Nuvole Rapide” ad aprire la “Discolabirinto”, titolo e immagine che meglio rappresenta il gruppo, il loro sound, le loro più che alte intenzioni musicali. Seguono altri classici del gruppo, da “Aurora Sogna” a “L’Errore”, da “Colpo Di Pistola” a “Lasciati” a “Preso Blu”, dalla nuova “Canenero” a “Liberi Tutti”, fino alla pausa che termina con “Angeles”, cover del brano di Elliot Smith.
Si riparte con “Ali Scure”, “L’Ultima Risposta”, “L’Odore” che lancia la folla in delirio, “Ratto”. Tocca poi a una “Perfezione” spezzata dal “Piombo” che piace, coinvolge e si lascia applaudire.

Ancora una pausa, ancora un inizio dolce, quasi “Incantevole” e “Il Cielo Su Torino” si lascia cantare a squarciagola, “Il Mio Dj” precede la “Nuova Ossessione” di Max, Samuel, Boosta, Vicio e Ninja e di “Tutti I Miei (/Loro) Sbagli” che chiude un’ora e mezzo di musica piacevole, ma non vuota, da ballare, ma pensandoci un po’ su.
È il tour di un lavoro pensato e pesato, i cinque torinesi denunciano, riflettono e ironizzano su una storia attuale quanto mai tragica e devastante. Dalle “Ali Scure” di una realtà a noi lontana a “Piombo”, brano dedicato a Roberto Saviano e scritto in collaborazione con Meg, ex 99 Posse. A Saviano va un ricordo e un applauso in pieno concerto. Ricordo dovuto e meritato in questa tappa, a pochi chilometri dai racconti shock di una Gomorra ingombrante.
Potrebbe essere difficile ritrovare i cari, vecchi Subsonica in un disco del genere, in un avvicinamento che qualcuno vuol vedere teso ai Nine Inch Nails di quell’ “Year Zero” tanto politicizzante quanto polemico, in un concerto che li separa dal pubblico chiudendoli in una gabbia, ma se il risultato è un palazzetto pieno e testi nuovi già cantati, vuol dire che è solo un passo in avanti. Uno stupore, non una delusione.
Senza contare il fatto che dal vivo non stancano mai, nemmeno dopo undici anni di carriera.
Continuano a crescere e sul palco non si vedono più cinque ragazzini. Ma che energia!
Salutano la folla con la promessa di ritornare in primavera per un assaggio più consistente dei nuovi brani. Un’ottima promessa per chi li vorrebbe sentir cantare ancora qualche oretta!

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