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L’elegante ottimismo che cattura e convince

Quattro volte vincitrice dei Grammy, l’abbiamo vista al cinema tempo fa nel film di George Clooney “Good Night, And Good Luck”. Nel mondo del jazz Dianne Reeves è un personaggio di statura. Sebbene i suoi album abbiano avuto molto successo, è conosciuta soprattutto per le sue esecuzioni dal vivo. Accompagnata da due virtuosi chitarristi, Romero Lubambo e Russell Malone, pure molto rinomati, la Reeves non poteva deludere nel concerto di martedì sera all’Auditorium di Roma.

In “Social Call”, un pezzo tratto dal suo album più recente, “When You Know”, Reeves evoca la sua eroina, Sarah Vaughan. Condivide la sua agilità nel volteggiare su una scala vocale con abilità impressionante, ma anche la sua dolcezza ambivalente. C’è profondo ottimismo nella sua voce, mentre descrive una donna infelice che cerca scuse per essere tornata dal suo ex con la speranza di riconquistarlo.

Nella sua famosa versione di “One For My Baby”, inno dello sproloquio ubriaco, Billie Holiday trasmette tutta la disperazione della canzone. La Reeves la trasforma in una ninna nanna delicata, non tradisce il significato delle parole, piuttosto rifiuta la tristezza. Nelle sue registrazioni, di solito alquanto melliflue, può apparire stucchevole, ma in concerto viene fuori tutta la sua autenticità: è davvero questa la sua visione del mondo, la sua sincerità è evidente.

Il culmine di “When You Know”, il blues “Today Will Be A Good Day”, arriva più lontano. Incentrato sulle parole della madre della Reeves (“84 anni giovane”), è un vero inno all’ottimismo: anche se oggi tutto va male, si deve fare il possibile per renderlo un giorno migliore. La Reeves parla delle tensioni globali di oggi giorno ed offre come rimedio una cover di “You’ve Got A Friend” di Carole King, incorporando nel finale un free-style spiritoso sul suo soggiorno a Roma. La sua filosofia positivistica è semplice, ma accompagnata da questa voce gioiosa, chi può negare che funzioni?

Cantanti meno bravi potrebbero rendere questo materiale troppo sdolcinato, ma con la gamma, la sottigliezza e la padronanza assoluta della sua voce, la Reeves riesce a commuovere. E con la scelta dei componenti della sua band rifugge l’ampolloso.

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