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L’illegale

Alessandro Aleotti – in arte J-Ax – insieme al team Space One, Fabio-B, Guido Style, Dj Zak e Steve Luchi hanno dato vita ieri sera al Gran Teatro di Padova ad un concerto divertente, energetico e pieno di adrenalina.

Scrive su facebook: “Ho ancora tutto da dimostrare, tanti non credevano fosse possibile, ma si sono dovuti già ricredere. Io devo dimostrarvi chi sono, con il suono, un suono… IL MIO SUONO. Il mio nome in bocca ad alcuni, suona ancora come un insulto. Ma i miei fans sono rumorosi. Dicono che sia… uno di loro.” … E con questa filosofia ha cantato, saltato, dialogato e comunicato visivamente anche tramite un enorme maxischermo centrale e due monitor laterali – base delle console dei Dj – con video ben costruiti e pienamente coordinati con l’artisticità di J-Ax e i suoi collaboratori.

Il concerto è stato aperto da “Space One” che ha scaldato i giovani eccitatissimi con tre brani tratti dal suo ultimo cd. Successivamente (dopo dieci minuti di attesa che hanno lasciato con il fiato sospeso gli astanti) si sono aperti i tendoni che suddividevano lo spazio per il concerto da quello usato per l’intro, e J-Ax ha iniziato lo spettacolo.

Un mix di new entries e vecchi classici che grandi e bambini (c’erano perfino un padre e relativo figlio di 6 anni scatenatissimi) hanno cantato saltando per un totale di due ore di concerto. Scenografia d’impatto: tema come da titolo, l’illegale: una prigione con annesse sbarre e magliette a tema.

Inutile dire che la platea lunga poco meno di 100 metri e larga 48 (tagliando via i posti a sedere in tribuna), era piena. Tutto esaurito lo spazio. Tutti esauriti i biglietti. Non esaurito il divertimento assorbito. Infatti stamattina mi sono alzata canticchiando l’”italiano medio”.

Ma passiamo alle note dolenti.
Il cattivo esempio. Sarà che stiamo invecchiando. Sarà che siamo cresciuti a pane, Battiato e tatuaggi. Quindi ok ribellione, ma senza autodistruzione. Lode all’anticonformismo, alle costruttive critiche o all’ironico polemizzare che J-Ax comunica tramite i suoi testi, ma vedere orde di ragazzini che bevono, fumano, collassano e si picchiano, lasciano un amaro in bocca che non se ne va. Nonostante lo yogurt alla frutta mangiato stamani.

Non per far della morale. Tradurre il linguaggio trasgressivo polemico in sana comunicazione non è male. Far capire che l’arte urla un disagio è importante, ma quel disagio non si combatte in quel modo.

- Uno Di Noi
- Vecchia scuola
- DecaDance
- Mi rifiuto
- Aqua nella squola
- 3 paperelle
- aumentaci le dosi
- spirale ovale
- italiano medio
- snob
- tua mamma
- io zak e la tromba
- ti amo o ti ammazzo
- signora
- non è un film
- free drink
- immorale
- I love paranoia
- la mia ragazza mena
- come un sasso
- i vecchietti fanno oh
- bei tempi
- più stile
- vendesi idolo
- anni amari
- domani smetto
- rap’n’roll

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