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  • L’Incredibile Vita di Norman

    Diretto da Joseph Cedar

    Data di uscita: 28-09-2017

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Norman è un uomo premuroso, tendente al servilismo, ma animato dalle migliori intenzioni. Il protagonista di “L’incredibile vita di Norman” (“Norman: The Moderate Rise and Tragic Fall of a New York Fixer”), primo film in lingua inglese nella carriera del regista israeliano Joseph Cedar già candidato all’Oscar per miglior film straniero con “Beaufort” nel 2007, è interpretato da un insolitamente goffo Richard Gere, che però sa calarsi piuttosto bene nella parte.

Norman Oppenheimer è un faccendiere di New York che di mestiere si offre insistentemente di assistere ed esaudire i bisogni di politici e uomini di potere. È un’arrancante scalata, quella di Norman, verso la spasmodica conquista di un posto nel mondo ma, più che di una posizione, nel senso di uno sguardo di approvazione e stima sincera.

Nel corso della storia, che si fa lentamente sempre più concitata, il signor Oppenheimer si rivolgerà a tante persone, domandando sempre la stessa cantilena: «In cosa posso esserle utile?». E nonostante l’intricata rete di relazioni millantate e – più o meno – costruite, il risultato sarà sempre un profondo interrogativo: ma chi davvero dei due ha bisogno di una mano? Chi offre servizi è certo di esserne per primo già soddisfatto?
È spesso quasi scontato che, chi più desidera una cosa e non fa nulla per raggiungerla, spingerà gli altri ad averla al posto suo. Tanto che Norman troverà la sua stessa ossequiosa disponibilità rivoltarsi contro di lui, braccandolo. Quasi che, sebbene non sia certo l’emblema della franchezza, a conti fatti la vera onestà si misuri in semplicità d’intenti.

Joseph Cedar decide di scavare nella figura dell’ebreo contabile, quello che per tradizione teneva i registri di re e imperatori, suscitando sospetti e invidie, quando non linciaggi. E lo fa scegliendo un truffaldino con lo sguardo sardonico di Richard Gere, ma conferendogli tratti di imbranataggine che lo fanno scivolare nella tenerezza, se non nel compatimento. Come se volesse chiudere il cerchio di un’eterna condanna di fraintendimenti e persecuzioni subite.

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