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L’universo opposto

Denise è tornata. O forse non è mai andata via e in questi due anni di attesa più semplicemente si nascondeva perché, proprio come le fate di cui sembra essere l’ambasciatrice musicale per il genere che propone, la giovane salernitana dall’aspetto un po’ elfico, data l’altezza minuta, fa poche e fortunate apparizioni. L’ultima è stata mercoledì 7 novembre al Salotto Muzika del Circolo Arci Biko di Milano dove ha presentato il suo nuovo album “Universe”, edito lo scorso 30 ottobre.

L’ambiente è quello giusto e consente agli affezionati fan di stringersi nell’attesa, spezzata intorno alle ore 22:30 dall’opening dell’evento di Alessandro Rinaldi, in arte M’ale. E nonostante il nome non appaia essere una garanzia, l’artista ai più non noto, non dispiace. Bella voce, accompagnato dalla sola chitarra, il cantante milanese si esibisce per otto brani quasi ininterrottamente, accennando solo brevi presentazioni dell’immediata performance. “Avete visto e ascoltato male e M’ale ringrazia” dice Rinaldi prima di lasciare il palco a Denise che poco dopo è già pronta con la sua nuova band: Luca Urbani, synth e programmazione, Nicodemo al basso, Gaetano Maiorano alle chitarre, Antonio Pappacoda alla batteria, iniziano a presentare così la nuova produzione artistica.

Più matura rispetto al precedente “Dodo, Do!”, “Universe” sembra porsi a metà tra Emilie Simon e Mùm, rievocando sonorità vicine a Joanna Newsom, in un eletro-pop ove comunque il timbro vocale della salernitana resta elemento distintivo di ogni brano. “Rain”, “Sailors”, “Superpop”, “Mantra Of Universe” sono solo alcuni dei pezzi proposti in una scaletta dinamica che prevede anche delle reminescenze al precedente LP come per “Burning Flames”. “Tutto è il contrario di tutto” dice la cantante quando prova a spiegare i due puntini che le segnano la fronte come simbolo della necessità degli opposti, quella stessa proposta con “Universe”, “perché – continua – tutto può essere sovvertito, il reale può essere irreale e viceversa, e che sogno e fantasia possono essere la realtà stessa”. Un accenno filosofico che le consente di riprendere fiato prima di proseguire con l’esibizione fino a sua conclusione con il brano “Lighthouse Keeper”, al termine del quale i musicisti abbandonano il palco.
E se M’ale al principio della serata aveva decantato Milano come “l’isola dei quasi famosi”, per i presenti accorsi al live la città è stata ben lieta di ospitare questa piccola promettente artista.

“Parrots”
“Mouthless”
“Superpop”
“Rain”
“Sailors”
“Burning Flames”
“Piggy Poggy”
“Horses”
“Pillow”
“Ageless”
“Mantra Of Universe”
“Halfman”
“Lighthouse Keeper”

Bis
“Ethernal Sunshine”
“Cuddly Cloudy Afternoon”
“Rain”
“I’m Dreaming”

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