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L’Uomo Sabbia

Nome: L’uomo-sabbia

Chi gliel’ha dato: Stan Lee, in uno dei primissimi episodi dell’Uomo Ragno. 1963.

È colpa degli Americani? ALLA GRANDE. Negli anni sessanta erano tutti biondi, fighi, radioattivi e ossessionati dal bottone rosso. Non potevi uscire a farti un giro fuori città senza trovarti dentro il perimetro (non segnalato) di qualche sito militare dove un’elite di scienziati pazzi copiati dai ragazzi di via Panisperna (tipo Bruce Banner, per capirci) mette su qualche esperimento nucleare. Metà degli eroi e dei cattivi di quel periodo sono diventati super a forza di radiazioni ed esplosioni. Nel caso specifico tocca a un galeotto di nome Flint Marko*, fresco di fuga dalla galera e costretto da un incidente simile a passare il resto della vita dentro una t-shirt a righe verdi e nere ancora più brutta di quella del nuovo Freddy Krueger.

Altezza: Da zero a cento in mezzo secondo. A rigor di logica non è nemmeno dentro la categoria dei mostri grossi -a riposo somiglia a un brutto essere umano con dei riccioli rossi improbabili -nella gestione John Romita Sr. finivano tutti per andarsene in giro con sette salsicce in testa, vedi anche Norman e Harry Osborn. Ma le estensioni sono semplicemente incalcolabili: non solo può trasformare in sabbia la sua massa corporea, ma anche assorbirla da una spiaggia e diventare grande come un palazzo.

Filmografia essenziale: “Spider-Man 3″. Entra in scena con una storia forzatissima che lo vuole criminale di mezza tacca e assassino per caso, ne esce come un mezzo eroe altrettanto casuale. Inculato a sangue dalla vita e perennemente in cerca di redenzione, abbandonato dai parenti e costretto in abiti orribili. Nei fumetti dell’Uomo Ragno ha persino fatto un paio di comparsate come buono, prima come scagnozzo di Silver Sable (gestione Michelinie/McFarlane) e poi addirittura come Vendicatore di riserva in qualche storia verso i primi anni novanta. Era un periodo selvaggio, quasi tutti i baby-boomers nucleari ancora vivi cambiavano bandiera e provavano a rigar dritto.

Vittime preferite: l’Uomo Ragno. Triste a dirsi ma scontato. Vedete, l’Uomo Sabbia è sostanzialmente un sociopatico con l’alitosi -e somiglia un po’ a certa gente del giro Bologna hip hop primi ’90. Sta nel suo come Dio sta nel tutto, fuma la sua porra e non si punge con la spada, vuole solo essere lasciato in pace e indulgere saltuariamente in qualche piacere -rapine in banca e castelli di sabbia, perlopiù. L’Uomo Ragno gli mette sempre i bastoni tra le ruote, lo punisce e lo fa buttare al gabbio. In mezzo secolo di scontri la cosa è diventata abbastanza pesante da convincere Marko a mettersi con criminali veri (tutti di seconda levatura, come è tipico dei nemici dell’Uomo Ragno) al solo scopo di fottere Spider-Man e tornare alle rapine. Tipo i Sinistri Sei, per capirci. Kraven, Electro, l’Avvoltoio, gente così. Altri sociopatici con l’alitosi e i superpoteri che non riescono a uccidere l’Uomo Ragno manco lavorando in team.

Omicidio migliore: Lo zio Ben, ucciso per sbaglio in un’improbabile ricostruzione dei Bei Tempi Andati nel terzo episodio di Spider-Man. Bastava così poco per tifare per Marko…

Mossa preferita: La principale è quella di indurire la propria massa sabbiosa e trasformare il pugno in un’incudine, con la quale può sventrare un camion. Un’altra mossa molto scaltra è intasarti di sabbia le vie respiratorie e farti svenire, cosa che funziona anche con le vie respiratorie degli apparati elettronici e/o meccanici.

Come si sconfigge: L’hanno umiliato in tutte le maniere possibili. Nella vecchia gestione lo riuscivi a fregare con una tanica d’acqua o un aspirapolvere. Poi gli sceneggiatori hanno deciso che la stavano facendo troppo sporca, e hanno iniziato ad ingrandire taniche e aspirapolveri. Il metodo più sicuro per farlo fuori, comunque, è metterlo in contatto con la propria coscienza e dargli una possibilità d’essere migliore. Vedrete che non riuscirà a resistere al suo cuoricione peloso e cercherà di fare la cosa giusta.

Ricorda una figa? A me ha sempre ricordato LA SFIGA.

*da non confondere con Cain Marko, un’altra personcina delicata di Casa Marvel che si fa chiamare Fenomeno e rompe le palle agli X-Men.

**da non confondere nemmeno con l’omonimo personaggio di casa Vertigo, quello che somiglia a un goticone ossessionato da Robert Smith, l’unico fumetto di successo da cui non è ancora stato tratto qualche film del cazzo.

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