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L’Agente veste Chanel

Cast quasi al completo per la conferenza stampa del film “Agente Smart – Casino Totale” nelle sale del lussuoso Grand Hotel Hassler, a Trinità dei Monti a Roma. Presenti il regista Peter Segal, i produttori, gli attori Steve Carell, Anne Hathaway e Dwayne Johnson, e il critico cinematografico Claudio Masenza. La conferenza si è svolta in un clima di brillante umorismo, merito soprattutto di Steve Carell, uno degli attori comici statunitensi del momento, autore e interprete, tra l’altro, del rifacimento americano della serie tv britannica “The Office”.
La prima domanda, frivola e modaiola, è rivolta all’incantevole Anne Hathaway, già protagonista di “Il Diavolo Veste Prada”. Una signora, che del film ha apprezzato particolarmente i completini Chanel, è ansiosa di conoscere il rapporto che l’attrice ha con la moda.
Masenza passa la parola ai produttori – “senza i quali i film non si fanno” – chiedendo loro di raccontare come è nata l’idea di trasformare la serie tv “Get Smart” in un film.

Charles Roven (produttore): Tutti noi siamo cresciuti guardando quel telefilm. Quando la Warner mi ha proposto il progetto sono stato molto contento. Con Segal abbiamo pensato come prima cosa al protagonista: poteva essere solo Steve Carell. Portare sul grande schermo una serie di successo come questa era una buona opportunità per farla conoscere alle nuove generazioni.

Anne Hathaway, lei è un’attrice molto versatile. Come sceglie i copioni? Cosa la guida nel passare da un registro all’altro?
Di solito scelgo storie che ritengo divertenti e degne di essere raccontate. Cerco personaggi in cui credo, e ruoli che siano sempre opposti al precedente da me impersonato.

Dwayne Johnson, abbiamo tutti apprezzato il modo in cui sa prendersi in giro e scherzare sullo stereotipo dell’uomo d’azione in commedie brillanti come questa, o come “Be Cool”. È così anche nella vita?
No! Sono molto difficile, un pessima persona. Scherzi a parte, mi piace spaziare tra i generi, e sto cercando di costruire una carriera varia e ricca di nuove sfide. Per questo ho accettato di lavorare con Peter. Mi sono molto divertito.

Quanto c’è di improvvisato nel film?
Steve Carell: Abbiamo tutti improvvisato molto sul set. Tra di noi si è creata una bella atmosfera. L’intenzione era quella di divertirci il più possibile, e ovviamente volevamo far divertire il pubblico.

Nel film c’è molta satira politica. È la prima volta dopo il 9/11 che si ride su un tema come il terrorismo.
Peter Segal: La satira politica era una caratteristica della serie tv originaria, che però era ambientata negli anni 60. A quei tempi la preoccupazione planetaria era rivolta alla Guerra Fredda. Nel mio adattamento volevo mantenere lo stesso spirito, ma nei confronti dei nostri tempi. Oggi come allora si tocca un tema scottante.

Qual è stata la scena più difficile, o la più dolorosa da girare?
Dwayne Johnson: Più che scene difficili direi dolorose, sì! Per esempio in una scena Miss Hathaway doveva darmi un calcio con quelle sue bellissime scarpe. Quelle con la punta. E me lo ha dato dritto in faccia! A quel punto ho gridato: OK! Buona la prima!

Peter Segal: Tecnicamente la più difficile da girare è stata la scena del salto dall’aereo in volo, ma anche la scena del ballo: Steve non è certo un campione di danza! Anne balla molto bene invece.

Anne Hathaway: Grazie, ma ballare con quel vestito indosso è stata una vera tortura: pesava chili!

È previsto un sequel? Magari potreste ambientarlo in Italia. Vi piacerebbe?
Charles Roven: Vedremo come reagiranno gli spettatori. Se il film avrà successo in tutto il mondo e il pubblico ci chiederà altre storie, perché no? Ci lavoreremo molto volentieri.

Steve Carell: Be’ in effetti voi non lo sapevate, ma stiamo filmando questa conferenza stampa, che farà parte del secondo capitolo di “Agente Smart”. In Italia! Ma certo che mi piacerebbe! Mi piace tutto del vostro paese. Io vorrei viverci qui!

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