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    L’Orso

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Tutto il mondo è provincia

L’Orso è un collettivo di giovani ragazzi (musicisti e non, un po’ come i primi Scritti Politti per intenderci) che, sembra, si siano posti l’obiettivo di raffigurare nella maniera più intellegibile possibile la realtà che ci attornia.

E, in un paese come l’Italia, quale migliore allegoria se non quella della provincia? Una provincia che, da circoscritta, si espande come una macchia d’olio fino a permeare tutto quanto lo stivale.

La crisi, il precariato, le ragazze: la post-adolescenza raffigurata con tinte indie pop oltremanica, contraddistinta da arrangiamenti essenziali e dalla freschezza tipica delle produzioni indipendenti.

“Di cosa vuoi che ti parli che ho poco più di vent’anni? / se alle crisi mondiali preferisco i tuoi sguardi / se ho appena iniziato la mia carriera da precario / e non avrò mai te o la mia amata pensione”. In pochi versi L’Orso spiega meglio di quanto potrebbe fare un qualsiasi recensore il tema cardine di tutto quanto l’EP. Un disco che forse qualcuno definirà un po’ ingenuo ed immaturo, ma che in realtà raffigura semplicemente la leggerezza con cui la provincia uccide noi tutti.

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