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La balera del Diavolo

Un concerto alla Festa di Radio Onda D’Urto è una garanzia: si è sicuri di andare in una location fantastica, piena di bella gente e con un’ottima offerta musicale. L’ho frequentata poco, purtroppo, nel corso degli anni, ma tutte le volte ne è sempre valsa la pena, ed è con queste aspettative che ci siamo presentati sotto il palco domenica 18 agosto.

Previsti in cartellone i Flogging Molly, band irish rock\celtic punk originaria di Los Angeles ma formata, com’è facilmente immaginabile, da membri di origine irlandese, accompagnati dagli italiani The Legendary Kid Combo come band spalla: chi li conosce sa che quello che c’era da aspettarsi era un concerto tirato fino all’ultimo e pieno di energia, di quelli che ti lasciano senza fiato e senza voce, che fanno uscire il pubblico conciato peggio di uno stufato in salsa a base di Guinness. E non siamo stati delusi: dopo un ottimo concerto da parte dei Kid Combo, che hanno caricato a dovere il pubblico, e una snervante attesa di più di mezz’ora (troppo, in realtà) di cambio palco e soundcheck, i Flogging Molly hanno fatto il loro ingresso sul palco, scatenando l’inferno sin dai primi accordi. Il cantante Dave King, un folletto travestito da impiegato, ha saltellato, corso e zompettato da una parte all’altra del palco assieme al resto della band, stabilendo un forte contatto con il pubblico e distribuendo lattine di birra (Guinness, ovviamente).

Quasi due ore potenti, forti: un casino fantastico, liberatorio, di quelli che fanno bene, nello stile dei Flogging Molly.

Unica nota negativa, la deriva violenta del pogo in certi momenti tra le prime file: tutto colpa di elementi dannosi (anche pochi, in realtà), stupidi e ignoranti delle regole base del “Codice del pubblico” che finiscono per rovinare il concerto ai più. Sarebbe meglio che chi non sa godersi un concerto senza fare il cazzaro se ne stesse a casa propria.

– The Likes Of You Again
– Swagger
– Revolution (dedicata a Trapattoni)
– Selfish Man
– Whistles The Wind
– Drunken Lullabies
– The Kilburn High Road
– Saints & Sinners (dedicata al bassista Nathen Maxwell che compiva gli anni)
– Requiem For A Dying Song
– Float
– Tobacco Island
– Rebels Of The Sacred Heart
– Devil’s Dancefloor
– If I Ever Leave This World Alive
– What’s Left Of The Flag
– Seven Deadly Sins

Bis:
– The Worst Day Since Yesterday
– Salty Dog

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