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La Base : “Tra dieci anni avremo ancora lo stesso entusiasmo di suonare” [INTERVISTA]

“La Base”, band o crew – come preferiscono definirsi loro – formato dal rapper Kenzie, dal cantante Massimo Cantisani e dal chitarrista Francesco Fioravanti, uscito il 10 febbraio con un EP di sei canzoni che sono il riassunto di un’epoca e di una generazione in affanno, la nostra. Che in questi testi ci sia tanto cuore e che in queste musiche ci sia tanto studio e autenticità basta già solo un ascolto, ma se ci sia dell’autobiografico possiamo saperlo solo chiedendolo a loro, e noi – ovviamente – lo abbiamo fatto. A farsi portavoce del gruppo è Francesco, il chitarrista, romano di adozione, chitarrista della crew e membro fondatore, pignolo e preciso nelle sue risposte, come nel sottolineare che “quell’accento” non è il suo marchio di fabbrica, ma lo sono le sue dita quando toccano le corde della sua chitarra, che poi hanno toccato pure quelle dell’anima della nostra redattrice, è cosa nota.

Il 10 febbraio è uscito il vostro EP d’esordio dall’omonimo nome “La Base”. Con quale aggettivo descriveresti le emozioni dell’esordio?

Di sicuro, tanta soddisfazione per il lavoro che riesce a vedere la luce, e tante aspettative su come possa essere recepito dal pubblico.

Sette componenti per una band così eterogenea, cosa vi lega?

Siamo tanti è vero, ma in realtà ce ne sono tante altre che hanno lavorato all’EP, perchè dagli albori ad oggi la formazione è cambiata un po’ di volte, e ogni singolo componente ha dato del suo a questo progetto. Noi non siamo una band, mi piace definirci più una crew. Approfitto del mezzo stampa per ringraziare le coriste Elisabetta Pia Ferrari, Tahnee Rodriguez, e ancora Eddi, Nicola, Roberto, David e Davide. Beh, cosa ci lega è facile, innanzitutto una forte, profonda e sincera amicizia, e – banalmente – la musica. Veniamo dallo stesso ambiente e torniamo allo stesso ambiente, l’hip hop, è chiaro che è facile essere amici.

Alla “Base” del vostro lavoro c’è l’impronta americana del rap, un mix di strumenti che ne esaltano il grouve. A chi vi ispirate, se vi ispirate a qualcuno?

Ispirarci a nessuno in particolare, ma ce ne sono molti che amiamo, soprattutto Kendrick Lamar.

Rimanendo in tema rapper americano, questo nacque come voce dei ghetti che urlavano le difficoltà della vita, penso al vostro brano “Il Senso”, un inno a rispondere positivamente alle difficoltà della vita. Quanto la vita vi ha aiutato a “tenere botta”?

Beh di sicuro tantissimo. Siamo tutti musicisti che hanno studiato al conservatorio, quindi la musica ci aiuta da sempre. Questa mia affermazione e i nostri percorsi di formazione artistica possono sembrare ossimorici rispetto alla musica hip hop che facciamo, che è conosciuta come improvvisazione, come le battle, ma in realtà anche dietro a questo c’è e ci deve essere uno studio.

Nello stesso brano si parla molto di sentimenti e tradimenti, di fiducia e delusioni. Quanto ci avete messo di autobiografico?

Il brano è stato scritto da Kenzie non da me, quindi dovremmo chiederlo a lui (ndr: ridiamo). Scherzi a parte, è un brano che è scaturito di certo da vicende personali, ma abbiamo cercato di portarlo sul livello generale, in modo da creare una realtà, uno stralcio di vita vissuta, in cui grossomodo tutti potessero rispecchiarsi.

La linea guida di questi sei brani è l’autenticità nel raccontare stralci di vita vissuta intrinsi di riflessioni maturate negli anni. Possiamo parlare della “crisi esistenziale alla soglia dei 30 anni”?

Oddio “crisi esistenziale” forse è un parolone ma “riflessioni di ragazzi che negli anni hanno acquisito consapevolezza sulla esperienze vissute” sarebbe meglio (ok, forse tu l’hai riassunta meglio di me). Ad un certo punto la riflessione dei 30 anni si accosta alla spontaneità dei 20, e l’ottica da cui guardi ed analizzi le cose cambia. Più che nostra crisi io direi che è proprio la società ad essere in crisi di valori, siamo una generazione di (quasi) trentenni abbandonata a sé stessa.

Ancora qualche giorno per l’uscita dell’EP, c’è un tour in programma?

La prima occasione per vederci live è il 25 febbraio a LE MURA, a Roma, e poi stiamo fissando altre date. Stay tuned.

Sono convinta che sentiremo molto parlare di voi in futuro, come vi immaginate fra dieci anni?

Tra dieci anni ci immaginiamo ancora a suonare con “La Base” e soprattutto con lo stesso entusiasmo.

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