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La Caramella è Dura

Ricavare uno spettacolo teatrale da un film è difficile. “Hard Candy” nel 2005 era una pellicola di David Slade con Ellen Page. Che di certo è la Page, non Désirée Giorgetti. E già questo avrebbe dovuto far riflettere chi ha deciso di portare in teatro (inizialmente il Libero, poi il Parenti) la storia della ragazzina che tortura il pedofilo e che si rifà alla storia di Cappuccetto Rosso.

Al di là degli sguardi per lo più allucinati dei due protagonisti, la Giorgetti e Daniele Ornatelli, con lei che si guarda intorno per tutto lo spettacolo manco fosse un gufo (occhio a pala che scruta intorno – devono averle detto – è uguale a seduzione e follia) e lui che sbava e ha ripetuti e piuttosto sgradevoli tic (a lui han detto: tic uguale paura e sgomento) forse resta poco, ed è un peccato, perché Ornatelli era partito bene, rendendo in modo convincente la timidezza impacciata del vorrei ma non posso, cadendo poi nel parossismo dell’uomo torturato.

La recitazione non sarebbe neanche troppo male, solo che il continuo aggiungere degli attori la rende caricaturale e non credibile, sempre per il discorso della metafora: palesare tutto è renderlo una maschera, e quindi non plausibile, proprio quando si crede di fare l’opposto. E se a teatro non ti immedesimi, che ci vai a fare? Se ciò che vedi non è coinvolgente, non faresti meglio a stare a casa?

Poi ci sono gli stacchi da programma televisivo. Che pensava di fare D’Elia? Cosa significano gli stacchi unz unz da discoteca; la Giorgetti che, con fare ammiccante da ragazzina di Non È La Rai (così ammiccante che si aliena il favore del pubblico), balla sul cubo? E che sta a significare l’ingresso in topless nei primi 5 minuti quando poi lo spettacolo è talmente morigerato che solo la chiappa destra dell’Ornatelli ci può salvare?

Si voleva essere ironici sexy sofisticati e veloci, ma l’obiettivo è stato grosso modo fallito perché si scade nel cheap. Una cosa però è da apprezzare: la doppia visione. Non si sa, al contrario che nel film, chi dei due sia il cattivo, e lo spettacolo finisce con un dubbio nello spettatore: Jeff era un pedofilo?

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