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La città eterna sorprende ancora

L’altro cinema/EXTRA è la sezione del Festival del Cinema di Roma che continua a riservarci sorprese, nell’estrema varietà di film ed eventi proposti. All’interno della vetrina Roma Doc è stato presentato ieri “Roma Intorno a Roma”, ultimo di 5 documentari che ci hanno offerto uno sguardo inedito sulla capitale e dintorni. Composto da sette capitoli, più uno splendido prologo, il film è stato realizzato da un collettivo di registi, allievi di ACT Multimedia.

Dal Laurentino al Corviale, dalla valle dell’Aniene all’Arco di Travertino, il viaggio intorno, sopra e sotto Roma ci svela l’esistenza di realtà lavorative nascoste, isolate e sconosciute ai più, mostrando uno spaccato della comunità capitolina che, per la forza del suo messaggio sociale e politico, oltrepassa i confini della metropoli e si fa specchio della realtà nazionale.

Abbiamo incontrato i giovani registi che, con i due coordinatori del progetto, Gianfranco Pannone e Mario Balsamo, hanno risposto alle domande del pubblico ieri mattina alla Casa del Cinema.

La prima domanda per i due docenti: quanto è stato difficile coordinare le varie parti del progetto?
G. Pannone:
Meno del previsto. Grazie alla straordinaria compattezza del gruppo siamo riusciti ad ottenere quello che ci eravamo prefissati. Il percorso didattico era nostro, ma loro è stata la forza e il grande impegno etico nel voler raccontare queste storie.

Il vostro è sì un film legato a una realtà locale, ma acquista innegabilmente una valenza sociale e politica molto forte, che lo rende valido anche a carattere nazionale. È soprattutto un film sul lavoro, e dà uno spaccato della società italiana divisa in due: da una parte ci sono gli immigrati che fanno i lavori più importanti ed essenziali, che gli italiani ormai rifiutano, e poi ci sono gli italiani che invece fanno gli artisti, i decoratori, gli assistenti di volo. Faceva parte del vostro progetto iniziale questa forte connotazione socio-politica?
Nel film abbiamo cercato di far coesistere valenza poetica e politica. Poi la bellezza del documentario in generale è la sua imprevedibilità, in quanto ricerca sulla realtà. Il nostro film ha sicuramente un aspetto politico forte, ma non voleva essere un film a tesi. Ed è un film bipartisan in quanto specchio del reale.

Emerge chiaramente una necessità, da parte dei protagonisti, di rivendicare e parlare delle proprie radici. Si vede soprattutto nell’episodio sui ragazzi del quartiere Laurentino.
È vero, c’è una forte e orgogliosa rivendicazione delle proprie origini, ma è qualcosa che noi stessi non ci aspettavamo e a cui non avevamo pensato. A noi interessava studiare il rapporto di quei ragazzi con il loro territorio.

Queste sono storie che molti romani ignorano completamente, e voi avrete di sicuro il merito di far conoscere una realtà locale sconosciuta. Chi di voi è di Roma?
G. Pannone: Nessuno di questi ragazzi è di Roma. Sembra un paradosso ma in realtà la cosa è in perfetta continuità con la tradizione registica di Cinecittà, dove la maggior parte dei realizzatori sono sempre arrivati dalla provincia. Speriamo che sia di buon auspicio per loro.

Com’è avvenuta la ricerca dei testimoni? Come avete scoperto queste realtà così nascoste?
La fase della selezione è stata in assoluto la più entusiasmante. È stato un lavoro a tappe, una ricerca su campo. Man mano che ci calavamo nella realtà ci accorgevamo che non ci bastava concentrarci sull’edicolante o il macellaio, ed è così che gradualmente abbiamo conosciuto un mondo un po’ più nascosto, molto composito e interessante.

La replica di “Roma Intorno a Roma” è in programma venerdì 31 ottobre alle 17.30, a ingresso gratuito, al Teatro Studio dell’Auditorium Parco della Musica.

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