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La clandestinità è reato?

Immagina una mattina qualunque. Immaginati nel traffico per arrivare all’ufficio. Ma immagina di non dover mai varcare la detestata soglia. Pensa, piuttosto, che quella stessa mattina puoi incontrare – magari dinanzi ad una birra – il tuo amico di sempre e passare ore ed ore a ricordare, raccontare, ridere e commuoverti.

Questo, più o meno, è quello che sta succedendo a Vinicio Capossela che porta in giro per l’Italia lo spettacolo “In Clandestinità – Mr. Pall incontra Mr. Mall”. Toglie i panni del cantautore, e – per una volta – mette da parte i suoi amati concerti per condividere la scena con Vincenzo Costantino “Cinaski”, l’amico di sempre, lo scrittore che ha condiviso le pagine dell’ultima pubblicazione edita da Feltrinelli e lo sfidante che sul ring letterario cercherà di batterlo a suon di colpi bassi. Un trattato sull’amicizia che utilizza la metafora del pugilato per ritornare, tra un verso e l’altro, alla vita vera, alle sbronze, ai viaggi, alle donne.

Nella suggestiva cornice di Castel Sant’Elmo, tra le braccia della rassegna “Ethnos 2009″, il palco si trasforma in un quadrato pronto alla lotta, telecronaca compresa. Ad assistere pochi fortunati che son riusciti a lasciare alle porte della fortezza la scritta Sold Out. 78 kg Vinicio, 104 Cinaski: l’incontro pare non partire in parità, il primo abbandona i guantoni per mettersi al piano, all’avversario toccherà tenere alta la guardia.

Dieci round riassumono il libro scritto a quattro mani, due menti e tanti cuori. Parte Cinaski, Capossela risponde e il tono è subito clamoroso. Brillanti come una coppia di comici vecchio stampo e in sintonia come due ragazzini alle prese con la stessa tresca, i due si divertono tra un tiro di sigaretta e una birra. Fumo e alcool come nei loro racconti, come nei loro viaggi verso la Mole o verso il paese dei Coppoloni. Il bar che ritorna ad ogni verso, il bar come punto di ritrovo di persone e di umori, di delusioni e di festeggiamenti.

Un’amicizia che odora di carne e sudore, che a volte si colora di sangue, ma che sa lavarsi con le lacrime e col vino. E pare di immaginarli insieme in macchina, senza benzina e col motore in fusione, o al bar a chiedere l’ennesimo rum dopo l’ennesima sconfitta. Passano le donne, i luoghi, le facce incontrate al bancone e persino le marche delle birre preferite, resta immutato – invece – il sapore della libertà, quella che bisogna temere per inseguirla.

In clandestinità, così si legge sui manifesti in città. Così si legge sulla copertina del loro libro. Ma di questi tempi qualcuno ci insegna che la clandestinità è reato, che va fermata con la forza e con tutte le forze dei buoni cittadini. Letta poeticamente, però, la clandestinità è l’incontro delle diversità, la degustazione di sapori nuovi e lontani. È un titolo che a noi ricorda le note e le pagine di un incontro che anche qui, stasera, si è dimostrato fortunato. Dove Mr. Pall incontra Mr. Mall.

Sia lodata l’amicizia!

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