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La conferenza stampa a Venezia

George Clooney è un vecchio amico della Mostra del Cinema di Venezia, che lo ha già premiato per la sceneggiatura di “Good Night and Good Luck”.

Scritto, diretto, interpretato e prodotto da George Clooney, con produttore esecutivo Leonardo Di Caprio, “The Ides of March” è il film in concorso che apre la 68° edizione. Interpretato da un gruppo di attori incredibilmente bravi, su tutti Ryan Gosling (dato quasi per certo ai prossimi Oscar) vero protagonista, anche se la storia rimane corale, insieme a George Clooney, Philip Seymour Hoffman, Paul Giamatti, Marisa Tomei, Evan Rachel Wood.

A Clooney piace circondarsi di attori bravi e capaci e che – come lui stesso ha sottolineato – hanno anche diretto il film in prima persona. In completo grigio e camicia a righe, con il fascino che lo contraddistingue, Clooney ha risposto alle numerose domande suscitate da una pellicola che è stata accolta con grande favore. Nessuna domanda sulla love story giunta al capolinea con Elisabetta Canalis, né alcun giornalista delle Iene spuntato all’improvviso a fare proposte di matrimonio, questa volta tutti erano concentrati sui temi forti del film.

L’avvincente George interpreta il ruolo di un governatore democratico in corsa per la Casa Bianca, nel momento cruciale della chiusura delle primarie in Ohio, decisive per la candidatura alla presidenza; dovrà vedersela con Ryan Gosling, suo collaboratore e promettente ufficio stampa, che ha scoperto un segreto che potrebbe mettere a repentaglio i suoi progetti.

Clooney ha subito voluto puntualizzare alcuni punti: “Non considero questo come un film politico, ma una pellicola che mostra quanto uno sia disposto a fare, finendo per vendere la propria anima, pur di raggiungere i propri obiettivi. Ovviamente, l’ambiente della politica offre ancora più occasioni perché questo avvenga ed è funzionale all’obiettivo finale”. A chi gli chiede se questo film è il preannuncio di una sua carriera politica, ha risposto: “Ho già un lavoro e attualmente non ne cerco uno diverso”.

George spiega anche come e quando è nata l’idea di creare questo film: «Dovevamo farlo nel 2007, ma eravamo vicini all’elezione di Obama e il nostro punto di vista sulla politica era così cinico che non ci sembrava il momento giusto. Ora abbiamo sentito che era proprio arrivato il momento. Il nostro vuole essere un film che ponga più domande di quante risposte offra…”.

Alla domanda sui compromessi a cui il mondo del cinema costringe, Clooney ha risposto: “Per fortuna non ci sono questioni di vita o di morte nel nostro lavoro, per cui i compromessi che accettiamo sono cose che non influenzano la vita di nessuno…”.

Clooney ha poi chiarito la questione del titolo, “Le Idi di Marzo”:“Sapevamo che era un argomento molto shakesperiano ed era bella questa indeterminatezza per cui resta in sospeso chi di noi sia realmente Bruto, chi Cesare e chi Cassio…”. Sul cinismo che padroneggia la vita politica ha detto: “È vero, è un periodo di grande cinismo, ma io sono ottimista e penso (o meglio spero) che le cose cambieranno”. Sulle fonti di ispirazione, infine: “Sono cresciuto con i film anni ’70, che parlano di grandi temi e idealismo e volevo fare un film come quelli”.

“The Ides of March” è anche un film sulla seduzione della politica e sulle relazioni che è in grado di innescare. Per Paul Giamatti, il personaggio di Duffy, l’addetto stampa repubblicano “ha molto a che fare con la seduzione attraverso le parole. Tutto il gioco politico è un po’ sexy in America e il film dà proprio quest’idea…”. Sulla stessa linea anche la Wood: “La seduzione nel film è una parte importante, dimostra che tutti possono essere manipolati e sedotti…”.
“A proposito di scandali sessuali e politica sicuramente “The Ides Of March” non sarebbe un film da consigliare a Dominique Strauss-Khan…”, ha dichiarato Clooney.

“Comunque ogni paese ha il suo scandalo sessuale”, ha aggiunto il bel George, da perfetto uomo di mondo.

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