Home > Interviste > La Corrispondenza | Incontro con Giuseppe Tornatore, Jeremy Irons e Olga Kurylenko

La Corrispondenza | Incontro con Giuseppe Tornatore, Jeremy Irons e Olga Kurylenko

«Il sogno eterno dell’uomo è sempre stato quello di estendere i confini della propria esistenza terrena; la tecnologia oggi sembra darci una mano a realizzare questo sogno antico ma condiziona anche il nostro codice di relazione con gli altri e la capacità di gestire i sentimenti»: così Giuseppe Tornatore presenta il suo nuovo film “La Corrispondenza“, in uscita il 14 gennaio (recensione e photocall), nel quale gli strumenti di comunicazione contemporanei — chat, email, video — hanno un ruolo fondamentale nella storia d’amore tra i due protagonisti Ed e Amy interpretati da Jeremy Irons e Olga Kurylenko.

La storia narrata in “La Corrispondenza” «nasce da uno spunto di circa 15 anni fa — continua Tornatore — e originariamente prevedeva la presenza di più figure femminili. All’epoca però mi sembrava quasi un racconto di fantascienza… L’evoluzione tecnologica ha fatto poi diventare un’intuizione fantascientifica qualcosa di possibile e realistico».

«La rete tecnologica attraverso cui la relazione tra Ed e Amy va avanti è realistica», spiega il regista, che però ha anche voluto «dare spazio a un contrappunto tra la perfezione logica della tecnologia e l’ineffabile che sappiamo cogliere anche se non riusciamo a definirlo». Sembra un discorso un po’ criptico ma sulla trama di “La Corrispondenza”, se ci tenete a vederlo, è meglio non svelare di più.

Olga Kurylenko racconta di aver voluto la parte di Amy fin dalla prima lettura «di questa sceneggiatura molto speciale: è una storia d’amore, ma raccontata in modo diverso dal solito»

La modella e attrice ucraina, che ricordiamo come Bond Girl in “Quantum of Solace” e in “To the Wonder” di Terrence Malick, dice di essere «sempre stata un’ammiratrice di Tornatore, un regista che ha creato tanti personaggi femminili interessanti, e che sa come filmare una donna. Trovare un buon ruolo femminile come protagonista è sempre qualcosa di cui fare tesoro».

Jeremy Irons è stato chiamato a interpretare un ruolo particolare, che segna tutto il film, e la vita di Amy, con la sua presenza e al tempo stesso con la sua assenza: «Ho dovuto creare il personaggio, e il suo rapporto con la protagonista femminile, nella mia immaginazione. D’altra parte questo è esattamente il processo tecnico che spesso viene richiesto dalla recitazione cinematografica: costruire una realtà, immergerti in essa e saperla trasmettere al pubblico nel modo più vero possibile».

Per quanto riguarda il legame tra la tecnologia e i rapporti umani, dice Irons, «oggi è semplice portare avanti delle relazioni a distanza, ma non credo che l’elettronica possa aiutare la vera comunicazione a livello emotivo. Mi preoccupa anzi la troppa velocità, che in ambito professionale è certamente utile, ma non sul piano umano e sentimentale. Penso soprattutto alle giovani generazioni e non so che tipo di essere umani produrrà questo nuovo modo di vivere i rapporti».

Inevitabile, infine, chiedere a Giuseppe Tornatore un commento sulla colonna sonora composta dal fedele Ennio Morricone, fresco vincitore del Golden Globe per la partitura di “The Hateful Eight” di Quentin Tarantino: «Quello su “La Corrispondenza” è stato un lavoro lungo, iniziato già sulla base della prima stesura della sceneggiatura. Ennio ha sperimentato soluzioni sonore diverse da certe sue consuetudini musicali, una ricerca un po’ sofferta ma entusiasmante. Abbiamo scelto di dare spazio ai suoni elettronici, legandoli alla parte orchestrale. È una partitura semplice, non imponente, ma Ennio è davvero capace di fare tutto, non esiste una soluzione musicale che lui non sappia produrre. Devi solo sapergli comunicare in modo chiaro quanto sia giusta la tua proposta».

Era l’alba in Italia quando la cerimonia dei Golden Globes si è conclusa nella notte tra domenica e lunedì, e Tornatore racconta di aver subito chiamato Morricone al telefono: «So che è una persona molto mattiniera. Sono molto contento per lui, avevo seguito con interesse il corteggiamento da parte di Tarantino. Mi dà energia sapere che un uomo dell’età di Ennio sappia affrontare continuamente sfide nuove. Nei momenti difficili penso a Ennio e mi passa tutto».

Scroll To Top