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La corsa verso il monopolio passa per la musica

Che il colosso di Mountain View abbia messo radici praticamente ovunque è ora evidente come non mai. Soltanto a giugno, ad esempio, è nato Google SMS, un pacchetto di servizi creato per venire incontro alle esigenze di chi, non avendo accesso alla rete, ha come unico mezzo di comunicazione il telefono cellulare. Pensata principalmente per l’Africa, questa suite è diventata operativa in Uganda dando la possibilità alle persone di cercare informazioni di ogni genere mandando e ricevendo sms.

Una delle applicazioni del pacchetto è Google Trader, una sorta di mercato, accessibile sempre via sms, che permette agli utenti di fare ricerche e ricevere i risultati con eventuali numeri da contattare sempre via messaggio, ora disponibile anche in versione web. Già, Big G va forte anche sulla telefonia. Basti pensare ad Android, il sistema operativo open source creato ad hoc per smartphone e compagnia bella, senza dimenticare la novità di questi giorni che riguarda l’introduzione nel mercato cinese del servizio di voice searching, impresa non certo scontata quando si è alle prese con una lingua così complessa.

Se tra le numerose porte aperte dal gigante di Brin e Page mancava quella dell’industria musicale, sembra che a Mountain View abbiano trovato la chiave, anzi il passepartout. Con Google Audio è infatti ufficiale l’introduzione di nuovi strumenti di ricerca che, non solo faciliteranno gli utenti nella ricerca di band, canzoni in streaming e acquisti online, ma aiuteranno a dirigere il traffico verso siti e piattaforme specializzate come Pandora, Lala e iLike. I risultati delle ricerche musicali verranno aperti in una sezione dedicata del motore in cui verrà anche messo a disposizione un player made in Google.

In tutte le piattaforme o social network che prevedono la diffusione, vendita e/o riproduzione di musica è necessaria la copertura trasversale di tutte le major – MySpace ne è un buon esempio – e la presenza di partnership che garantiscano utili basati sull’allargamento del bacino d’utenza unito ad un abbassamento dei prezzi, o almeno ad un incentivo all’acquisto. Il colosso G si pone in veste di direttore del traffico, godendo quindi anch’esso dell’appoggio delle major e assicurando ai sopracitati siti una visibilità la cui gestione – causa grandezza – non sarà certo semplice.

Davanti agli utenti si aprono certamente nuovi scenari che vedono sempre più il sistema tendere loro la mano, rendendo tutto più accessibile e veloce, la questione è più che altro se Google sia ancora una delle pedine o il gioco stesso.

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